USA. Porte chiuse ai cristiani in fuga dalle persecuzioni

Gli Stati Uniti nell’anno fiscale 2026 avranno accolto zero cristiani in fuga dai paesi più perseguitati al mondo

 

Secondo un nuovo rapporto di Open Doors – organizzazione internazionale che sostiene i cristiani che vivono in paesi in cui sono discriminati e perseguitati a causa della loro fede –, e dell’agenzia evangelica per il reinsediamento dei rifugiati World Relief, gli Stati Uniti nell’anno fiscale 2026 avranno accolto zero cristiani in fuga dai paesi più perseguitati al mondo.

Le organizzazioni hanno presentato il loro nuovo rapporto il 3 settembre scorso presso il Capitol Visitor Center degli Stati Uniti, documentando la situazione delle persecuzioni contro i cristiani nel mondo e il numero di rifugiati ammessi negli Stati Uniti.

La pubblicazione arriva un mese prima che l’amministrazione Trump stabilisca il numero di rifugiati da ammettere nel paese per l’anno fiscale 2027, che inizia il 1° ottobre.

 

Il rapporto, intitolato “Lo stato della Porta d’Oro: Valutare il reinsediamento dei rifugiati e l’asilo negli Stati Uniti alla luce della persecuzione cristiana globale”, afferma che il numero di rifugiati accolti dai 50 paesi presenti nella Open Doors World Watch List (rapporto che monitora e analizza il livello di persecuzione religiosa in oltre 70 paesi del mondo) del 2026 è crollato a zero nell’anno fiscale 2026, che si conclude alla fine di settembre. Il titolo del rapporto fa riferimento a una frase della poesia incisa alla base della Statua della Libertà, che descrive gli Stati Uniti come un paese con una “porta d’oro” «aperta a coloro che desiderano respirare liberi, anche dalla persecuzione religiosa».

 

Sebbene il rapporto si concentri principalmente sui cristiani perseguitati, esso riconosce che il blocco del reinsediamento dei rifugiati durante l’amministrazione Trump si è applicato a tutte le minoranze religiose in quei paesi, non solo ai cristiani.

Il rapporto critica la definizione di “invasione” data dal presidente Donald Trump al confine meridionale, il suo ordine esecutivo del gennaio 2025 che ha bloccato tutti i programmi di reinsediamento dei rifugiati e l’attuazione da parte dell’amministrazione di direttive che incoraggiano gli agenti delle forze dell’ordine a «rimuovere qualsiasi cittadino straniero che tenti di entrare negli Stati Uniti, sia ai valichi di frontiera che tra di essi, anche se sta cercando di chiedere asilo».

 

Nell’anno fiscale 2026, l’amministrazione Trump ha dato priorità al reinsediamento negli Stati Uniti dei sudafricani bianchi, descritti come «vittime di un’ingiusta discriminazione razziale».

Le statistiche del rapporto rivelano che il tasso di approvazione delle richieste di asilo per i paesi inclusi nella World Watch List è diminuito dal 58% nell’anno fiscale 2023 al 10% nell’anno fiscale 2026, che si preannuncia come il primo anno in almeno un quarto di secolo in cui nessun rifugiato cristiano è stato ammesso negli Stati Uniti, a fronte di una stima di circa 388 milioni di cristiani che hanno subito persecuzioni in tutto il mondo, ovvero un cristiano su sette a livello globale.

 

Il CEO di Open Doors, Ryan Brown, ha affermato che “l’ampiezza” e “la profondità della persecuzione” contro i cristiani sono cresciute. Tra gli esempi specifici di persecuzione cristiana citati da Brown figurano l’Africa subsahariana, che ha visto un «continuo aumento delle forme di violenza con cui i cristiani subiscono la persecuzione sul territorio», nonché l’avanzamento della “sorveglianza digitale” a “ritmi esponenziali” in paesi come la Cina, dove «la Chiesa viene monitorata e la tecnologia viene utilizzata come strumento per causare danni e sfollamenti».

Le azioni dell’amministrazione Trump nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo si inseriscono in uno sforzo volto a dare priorità alla sicurezza delle frontiere.

 

In un’intervista con The Christian Post, Brown ha chiarito: «Questo rapporto parla specificamente di quegli individui che hanno un ragionevole timore per la propria vita e la propria incolumità a causa della loro fede e identità cristiana».

Brown ha dichiarato che a suo giudizio l’ampliamento del reinsediamento dei rifugiati non metterà a repentaglio la sicurezza delle frontiere, priorità dell’amministrazione Trump, Secondo Brown i richiedenti asilo sono “un numero relativamente piccolo di persone” che “non hanno davvero altre opzioni”, insistendo sul fatto che “si tratta di migliaia di casi” e non di “milioni di casi”.

 

Il vicepresidente per la difesa e le politiche di World Relief, Matthew Soerens, ha espresso la speranza che Trump ripristini la politica della sua prima amministrazione, in cui il presidente aveva reso «le persone in fuga dalle persecuzioni religiose una priorità nella determinazione dello status di rifugiato nel 2019».