Farsi prossimi ai margini

L’emergenza abitativa al centro della riflessione sulla diaconia, con alcune proposte per valorizzare il patrimonio

 

Uno dei capitoli più importanti nella discussione sinodale è quello dedicato alla diaconia, l’azione sociale della Chiesa, e nello specifico, alla Commissione sinodale a essa dedicata (Csd), ormai diventata un soggetto riconoscibile e riconosciuto all’esterno con il nome “Diaconia valdese”.

Tra i temi prioritari di quest’anno, evidenziati già dalla Csd nella sua relazione e ripreso dalla Commissione d’esame, c’è stata l’emergenza abitativa, particolarmente grave nelle grandi aree metropolitane, che non è più una mera questione immobiliare e coinvolge fasce trasversali della popolazione, non solo le più povere ed emarginate. Come sottolineato nelle relazioni e nel dibattito, infatti, esiste una sempre più ampia “zona grigia”, che include i lavoratori migranti (talvolta, è stato raccontato, membri di chiesa ai quali, per la loro origine, viene rifiutata una casa), anziani a basso reddito, famiglie monoreddito o numerose, lavoratori precari, giovani e studenti fuori sede.

 

Un problema peggiorato da una lato dalle speculazioni, specie in ambito turistico, e dall’altro dalla scarsità e obsolescenza dell’edilizia residenziale pubblica.

In questo contesto la Csd ha presentato ai membri del Sinodo un documento per il diritto all’abitare (che si può leggere integralmente sul sito della Diaconia), contenente alcune linee guida che ribadiscono, tra l’altro, l’importanza dei tavoli territoriali che coinvolgono enti pubblici, enti del terzo settore, opere sociali di altre chiese.

Che cosa sta facendo la Diaconia per fare fronte a questo problema, uscendo da una logica emergenziale? Il suo approccio si può sintetizzare così: l’abitazione è un diritto universale a cui dare risposte personalizzate.

 

Non possiamo rassegnarci a questa situazione, ha detto in apertura del dibattito Daniele Massa, presidente Csd, ma dobbiamo rispondere con un impegno attento e responsabile, facendoci prossimi a chi è ai margini. È poi stata ricordata la crescita dal basso di risposte e forme di organizzazione per fare fronte alle varie situazioni e, per quanto riguarda la Csd, il potenziamento della collaborazione con le chiese locali attraverso lo sviluppo dei gruppi di coordinamento territoriale e dei progetti di “diaconia comunitaria”, in forte crescita negli ultimi anni, che rappresentano una forma di “diaconia di prossimità” molto apprezzata.

 

Per affrontare l’emergenza abitativa la Diaconia valdese si è inserita in alcuni tavoli territoriali (Milano, Bologna, Firenze) per cercare di attuare risposte di impatto ancora più ampio e attivato una serie di progetti negli ambiti del co-housing (pensiamo alla loro rilevanza, per esempio, per gli anziani) e dell’housing sociale, servizio che offre soluzioni alloggiative temporanee a persone con limitate capacità di reddito o che attraversano un periodo di fragilità psicologica o sociale.

La Diaconia valdese mette a disposizione appartamenti seguendo il modello dell’accoglienza diffusa, in convenzione con gli enti pubblici, fornendo al contempo servizi di assistenza e supporto all’autonomia. Tra le categorie coinvolte ci sono, per esempio, anche le donne vittime di violenza e le persone detenute che possono usufruire di una forma alternativa al carcere.

 

Nel Documento per il diritto all’abitare viene evidenziata più volte l’esigenza di valorizzare il patrimonio immobiliare nazionale sfitto sottoutilizzato o degradato, anche nell’ottica di una rigenerazione urbana senza consumo di suolo.

Questo riguarda anche il patrimonio ecclesiastico, come suggerito nelle relazioni della Csd e della Cde, che va dai beni di proprietà della Tavola valdese, a quelli di chiese locali, spesso frutto di donazioni o eredità: è stata espressa innanzitutto l’esigenza di una mappatura di questo patrimonio di notevoli dimensioni.

 

Inoltre, un’ipotesi già ventilata nella discussione sull’otto per mille, è stata quella di focalizzare una parte dei fondi opm su un bando o sezione specifica legata all’emergenza abitativa.

 

 

Nella foto di Pietro Romeo il presidente Csd Daniele Massa