Perseguire la giustizia
Un giorno una parola – commento a Salmo 37, 28
Il SIGNORE ama la giustizia
Salmo 37, 28
Gesù disse loro: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio»
Marco 12, 17
La giustizia è qualità tipica di Dio: “il Signore è giusto” e, da “giusto giudice”, “benedice il giusto”, esprimendo, così, il suo giudizio sul comportamento degli esseri umani, chiamati ad osservare la sua legge, che regola l’agire dell’uomo nei confronti di Dio e del prossimo. Il giusto opera secondo giustizia e difende il diritto, sancito dalla legge di Dio, di coloro che non sanno o non possono difendersi da sé: la vedova, l’orfano e lo straniero, il lavoratore salariato, il povero, l’ultimo. Gesù insegna, poi, che la giustizia è, in definitiva, amore sempre nei confronti di Dio e del prossimo.
La legge di Dio si contrappone all’agire umano, che applica troppo spesso la legge del più forte. Quanto sia lontano l’amore da una legge così fatta è inutile rimarcarlo. Gli avversari di Gesù, per metterlo alla prova e, possibilmente coglierlo in fallo, gli chiedono se sia lecito pagare il tributo dovuto all’imperatore. La risposta di Gesù è notissima: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Semplicemente è possibile essere buoni credenti e buoni sudditi, oggi diremmo buoni cittadini, vivendo nel rispetto della legge e in osservanza di ciò che comporta la coerenza con la propria fede. La riflessione della chiesa sul rapporto con l’autorità si concretava nell’esortazione a essere sottomessi all’autorità e rispettosi della legge. Il limite è dato dall’inconciliabilità tra obbedienza a Dio e obbedienza agli uomini.
I nostri padri nella fede hanno scelto per Dio, quale che fosse la conseguenza. Facendo memoria della nostra storia, impegniamoci dunque in difesa della libertà di tutti, proponendo, e non imponendo, la nostra visione in un franco confronto e nel reciproco rispetto. In obbedienza al comandamento dell’amore, perseguiamo sempre la giustizia, per una solidarietà, aperta a tutte e tutti, in una prospettiva di mutua accoglienza. Amen.