L’ira di Dio non è mai la sua ultima risposta
Un giorno una parola – commento a Osea 11, 8-9
Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni si accendono. Io non sfogherò la mia ira ardente, perché sono Dio, e non un uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nel mio furore
Osea 11, 8-9
Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua
Giovanni 19, 26-27
Questi versetti ci conducono nel cuore del libro del profeta Osea e ci permettono di ascoltare una delle confessioni più commoventi di Dio. Il Signore si presenta come un genitore che ama profondamente il proprio figlio. Ogni padre e ogni madre conoscono il dolore racchiuso in quella frase: Fa più male a me che a te. Quando un figlio sbaglia, il cuore del genitore soffre prima ancora di correggerlo.
Così è il Signore. Israele si è allontanato da lui, ha tradito l’alleanza e ha seguito altre strade. La giustizia di Dio richiederebbe un giudizio, ma il suo amore non gli permette di abbandonare il suo popolo. Per questo Dio dice: “Il mio cuore si commuove tutto dentro di me”.
La santità di Dio non significa distanza. Significa che il suo modo di amare è diverso dal nostro. Egli è il Santo, il totalmente Altro, ma nello stesso tempo è il Dio che desidera abitare in mezzo al suo popolo e rimanergli vicino.
Questa pagina di Osea ci insegna che l’ira di Dio non è mai la sua ultima risposta. Davanti al peccato dell’uomo, Dio soffre perché ama. Non ignora il male, ma se ne fa carico e lo vince con la sua misericordia.
Per noi cristiani questa parola trova il suo pieno compimento in Gesù Cristo. In lui vediamo il volto del Padre che ama senza misura. Sulla croce Dio non risponde al peccato con la vendetta, ma con il dono di sé. Come afferma il Vangelo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”. In Cristo comprendiamo che la misericordia non cancella la giustizia, ma la porta alla sua pienezza nell’amore che salva. Amen.