Scherzi della memoria. Diaconia, servizio, economia di fratellanza

La rubrica di Riforma. Storia e fede in un appuntamento mensile

 

Il 10 luglio 1888 a Kobe (Giappone), nasce Toyohiko Kagawa, quarto figlio di un ricco produttore di saké. Rimasto orfano a quattro anni, andò a vivere con lo zio, un sacerdote buddista. Fin dai dieci anni dovette lavorare per pagarsi gli studi: prima come operaio in fabbrica, poi come impiegato.

 

Volendo imparare l’inglese, seguì un corso biblico tenuto dai missionari presbiteriani statunitensi Myers e Logan, e venne battezzato a sedici anni. Studiò al Collegio presbiteriano di Kobe, e poi al Seminario teologico.

 

Per Kagawa il vero cristianesimo stava nell’azione di diaconia e servizio: il suo punto di riferimento era la parabola del Buon Samaritano. Per questo nel 1909 si trasferì nel quartiere degradato di Shinkawa per lavorare come missionario e assistente sociale, nel 1910 pubblicò il suo primo libro, Il Vangelo dei poveri. Nel 1914 si trasferì negli USA: studiò a Princeton, frequentò gli ambienti del Social Gospel e del pacifismo cristiano. Scrisse Studi sulla psicologia dei poveri. Tornò in Giappone nel 1917.

 

Durante gli scioperi del 1921-1922 fu arrestato per la sua attività sindacale. In prigione scrisse due romanzi, ispirati alla sua vita a Shinkawa. Si spostò a Tokyo per coordinare gli aiuti alla popolazione colpita dal grande terremoto del 1923. Nel 1930 fondò il Movimento per il Regno di Dio. Teorizzò l’“economia di fratellanza”, basata sulle cooperative di produzione e consumo, come alternativa allo statalismo e al liberismo. Lottò per il suffragio femminile. Protestò contro il riarmo e il militarismo: dopo l’invasione della Cina inviò un messaggio di scuse al popolo cinese, e questo gli costò quattro anni di prigione.

 

Dopo la guerra proseguì il suo impegno per il dialogo tra le fedi e le nazioni. Più volte candidato al Nobel per la pace e per la letteratura, Kagawa morì a Tokyo il 23 aprile 1960. le sue ultime parole, rivolte alla moglie, furono «Fai del tuo meglio per la chiesa e per la pace nel mondo».