Appello delle chiese metodiste contro il razzismo in Sud Africa

Il Consiglio metodista africano chiede la cessazione delle violenze contro gli stranieri

 

«… Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.» (Matteo 22:39-40).

 

«Da diverse settimane, i media in Sudafrica sono inondati di campagne contro gli immigrati, sia regolari che irregolari, con l’obiettivo di farli tornare nei loro paesi d’origine. Gli stranieri vengono accusati di competere per le limitate risorse sudafricane, causando povertà e disoccupazione perché “rubano il lavoro”».

 

Apre così un documento del Consiglio metodista africano che affronta la crisi interna alla grande nazione africana. «L’afrofobia – prosegue il testo dell’organismo che raggruppa decine di chiese metodiste del continente – è stata particolarmente evidente durante la campagna, con gli immigrati africani accusati di crimini e traffico di droga. Gli attacchi si sono manifestati sotto forma di molestie, pestaggi, sfratti, omicidi, saccheggi e distruzione di negozi e abitazioni di proprietà di stranieri. . La situazione ha spinto molti africani, disperati, a lasciare il Sudafrica per mettersi in salvo. Alcuni si trovavano nel paese da anni come migranti regolari, richiedenti asilo o immigrati irregolari. Alcuni di loro consideravano il Sudafrica la loro nuova casa. Tutte le speranze sono andate in frantumi e molti stanno tornando nei loro paesi d’origine. Alcuni tornano a mani vuote perché tutto ciò in cui avevano investito è andato distrutto, altri portano ferite da curare, altri ancora hanno figli che sono stati costretti ad abbandonare la scuola, e alcuni, partiti in coppia per il Sudafrica, tornano da soli».

 

«Imploriamo i Metodisti – si legge-  la comunità cristiana in generale e i governi che li accolgono di accogliere i rimpatriati con integrità, compassione, amore e cura, e di non condannarli per ciò che è accaduto, in parte al di fuori del loro controllo. È tempo di ricordare ciò che il Signore Gesù ha insegnato in Matteo 25:35-39».

«Chiediamo inoltre – chiude il testo –  al governo sudafricano di affrontare la questione dei migranti in modo da non disumanizzare gli immigrati presenti sul suo territorio né compromettere le relazioni bilaterali tra gli stati africani. La Bibbia ci insegna ad amare gli stranieri perché anche noi siamo stati migranti. Che Dio vi benedica affinché possiate vivere la vostra fede servendo i bisognosi e prendendovi cura di coloro che esigono la vostra attenzione, senza badare al costo, perché Dio ci chiama a un’ospitalità così radicale».

 

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