Sud Africa, chiese in campo contro il razzismo
La Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa chiede la tutela della dignità umana a seguito delle minacce xenofobe ai danni degli immigrati
La Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa, in una dichiarazione, ha espresso grave preoccupazione per i ricorrenti episodi di violenza xenofoba in Sudafrica. «Respingiamo la narrativa pericolosa e falsa che cerca di addossare la colpa delle più ampie difficoltà economiche agli stranieri africani», si legge nella dichiarazione. «La vera sicurezza è indivisibile».
Il 30 giugno varie manifestazioni hanno riempito le strade del Paese per chiedere di cacciare i migranti stranieri non regolari. Nella più ricca nazione dell’Africa meridionale si ripropongono slogan ascoltati ad altre latitudini.
Per questo nelle ultime settimane, dopo i ripetuti episodi di violenza che si sono registrati a partire almeno da aprile contro gli stranieri, quasi 25 mila immigrati hanno lasciato il Sudafrica.
La dichiarazione sottolinea che, quando una nazione permette la violenza contro lo straniero, la sicurezza dei propri cittadini viene inevitabilmente compromessa. «Se non si contrasta e non si supera lo spirito e la logica del capro espiatorio, dopo aver espulso gli stranieri, i sudafricani si rivolteranno gli uni contro gli altri usando altri parametri come province, tribù, regni, come abbiamo visto in molti paesi africani», si legge nella dichiarazione. «Esortiamo il Sudafrica ad andare oltre le misure reattive e temporanee».
La dichiarazione esorta inoltre il governo a istituire pilastri di protezione duraturi che garantiscano la sicurezza di ogni persona.
«La protezione non deve fare distinzioni di origine; lo Stato deve garantire la protezione di ogni persona che vive entro i suoi confini», si legge nel messaggio. «Che lo spirito di appartenenza e solidarietà africana vinca le tenebre della divisione».
La Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa ha rivolto un appello alle chiese membro, ai cittadini africani e ai governi di tutto il continente affinché si mostrino attivamente solidali.
«In questo momento buio, dobbiamo agire come custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle», si legge nella dichiarazione. «Preghiamo anche affinché gli autori di atti di violenza siano perdonati, ma anche liberati dal loro odio e dalla loro aggressività».
La Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa si è impegnata a condannare apertamente l’odio e la disinformazione ovunque si manifestino. «Chiediamo alle nostre chiese membro di promuovere l’inclusione in tutte le nostre società», si legge nella dichiarazione. «Sosteniamo la creazione di spazi sicuri, nonché i cambiamenti politici necessari per proteggere e sostenere ogni persona all’interno dei confini del Sudafrica , in particolare i più vulnerabili».
Come racconta l’agenzia stampa Nev – Notizie Evangeliche L’Esercito della Salvezza e la Chiesa Metodista del Sud Africa si sono unite, a partire dal 29 giugno, in un intervento di assistenza a supporto degli immigrati dello Zimbabwe nei pressi dell’Epping Home Affairs Repatriation Centre. La struttura, gestita dal Department of Home Affairs (il dipartimento degli Affari Interni situato a Città del Capo, in Sudafrica), è l’ufficio incaricato di registrare le richieste di rimpatrio volontario dei cittadini stranieri ed è stata dichiarata come unico punto di riferimento autorizzato per il trattamento dei documenti di viaggio.
L’Epping Home Affairs Repatriation Centre è diventato anche l’epicentro in cui stanno convergendo tutte le principali operazioni umanitarie. Mentre migliaia di persone cercano rifugio attendendo gli autobus che le riporteranno a casa, l’Esercito della Salvezza e la Chiesa Metodista si sono mobilitate per raggiungere oltre mille migranti in difficoltà, accogliendoli con pasti caldi, kit igienici e preghiere.