Otto per mille battista: «Siamo piccoli ma sosteniamo grandi progetti»

Partita la nuova campagna dell’Unione cristiana evangelica battista d‘Italia 

 

«Portateli via, sono pericolosamente utili». Si chiude con questo paradosso uno degli spot della nuova campagna Otto per mille dell’Ucebi, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia. 

Spingendosi ben oltre i luoghi comuni, l’Ucebi contribuisce ogni anno alla realizzazione di tantissimi progetti solidali in Italia e nel mondo, spaziando dall’ambito assistenziale e sociale a quello culturale e umanitario. Tra le tante iniziative, quelle che supportano donne vittime di violenza, assicurano dignità attraverso beni assistenziali, offrono sportelli di ascolto e favoriscono sviluppo di competenze per i detenuti. 

 

L’attenzione posta a chi vive ai margini e la narrazione di storie vere sono elementi di rilievo nella nuova campagna. La proposta creativa, affidata nuovamente all’agenzia «Kirweb» di Riccardo Pirrone, è caratterizzata da un registro ironico e anticonvenzionale. Il tema scelto, «Siamo piccoli ma sosteniamo grandi progetti», sottolinea l’impatto generato da un Otto per mille di dimensioni contenute che agisce tuttavia su vasta scala, con progetti di sostegno alimentare, allo studio e alle cure mediche fondamentali. 

Per dare forza al messaggio, si è puntato su una comunicazione integrata, che utilizza un linguaggio “popolare”: post periodici legati all’attualità, video che rielaborano gli insulti dei social per trasformarli in narrazioni positive e materiale cartaceo che invita a interrogarsi partendo provocatoriamente dalla frase «Se lo merita».

 

Come ha spiegato all’agenzia stampa Nev-Notizie evangeliche il presidente Ucebi, pastore Alessandro Spanu, «la campagna cartacea, particolarmente intelligente e provocatoria, parte dall’idea che se una persona è povera, se una donna subisce molestie e violenza, o se qualcuno non trova lavoro, la colpa sia esclusivamente sua. Questa non è soltanto una pessima vulgata diffusa sui social, ma è quello che pensa la compagine di un certo mondo evangelico che si ascrive alla galassia della cosiddetta teologia della prosperità che è lontana dal mandato biblico a cui noi vogliamo invece riferirci, quello di amare il nostro prossimo».

 

Uno degli obiettivi delle campagne, aggiunge Marta Vergari, referente Otto per mille Ucebi, è però anche «informare i contribuenti sul meccanismo di ripartizione dei fondi. Il dato critico, infatti, rimane l’astensione: circa il 60 % dei contribuenti non firma al momento della dichiarazione dei redditi, nonostante la loro quota otto per mille venga comunque ripartita tra gli enti che ne hanno diritto e la scelta non comporti oneri. La percentuale di chi non firma è statisticamente in aumento e determina la ridistribuzione dei fondi tra i diversi enti, proporzionata alle scelte espresse dai cittadini che invece firmano. Quindi, in sostanza, chi non firma fa scegliere al suo posto chi firma».

Tra le novità, è stato aperto, in via sperimentale, un capitolo di finanziamento denominato “Sostegno alla diaconia delle chiese”. Il fondo prevede una modalità d’accesso diretta, dedicata alle chiese membro dell’UCEBI, per la quale non è necessario presentare un progetto. Sono scelte concrete che rivelano un dialogo continuo e determinato con i territori, le chiese locali e le persone da parte dell’Ucebi.

 

Le firme ricevute ogni anno superano ormai le 17.000, per un ammontare di circa 1 milione e mezzo di euro, impiegati oltre il 90% per la realizzazione dei progetti (la parte restante per: spese di gestione 0,57%; campagna opm 3,77%; spese di personale 3,45%).

 

Altre informazioni si possono trovare su ottopermilleucebi.org.