Dio non rifiuta mai un cuore sincero che cerca perdono

Un giorno una parola – commento a Giovanni 6, 37

 

 

O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e serbi la misericordia verso quelli che to amano e osservano i tuoi comandamenti! Noi abbiamo peccato, ci siamo comportati iniquamente

Daniele 9, 4-5

 

Gesù dice: «Colui che viene a me, non lo caccerò fuori»

Giovanni 6, 37

 

 

Situato all’interno della Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, la “Cacciata dei progenitori dall’Eden” è l’affresco di Masaccio, capolavoro del primo Rinascimento, che rappresenta la punizione divina dopo la Caduta. Eva è raffigurata con un urlo di dolore, mentre Adamo è coperto dalla vergogna; entrambi appaiono spogliati della loro divinità e dignità.

 

Nonostante fin dall’inizio si preannunci la salvezza e la vittoria finale sul male, Dio per bocca dei profeti continuerà ad affermare, a più riprese, che il suo popolo Israele sarà nuovamente cacciato dalla sua presenza, a causa della malvagità delle loro azioni. Eppure, Dio ama il suo popolo nonostante la sua ingratitudine e per questo altresì afferma la sua piena accoglienza in Cristo Gesù suo Figlio.

 

Gesù, vissuto per amare, accogliere, rialzare, guarire tutti e tutte coloro che si sono sentiti e ancora sono allontanati, rifiutati, esclusi, espulsi, è egli stesso Colui che è stato rigettato e ucciso. Gesù non dice: se sei bravo, buona, non ti caccerò; ma semplicemente “chi viene” così com’è, non sarà cacciato. Egli non rifiuta mai un cuore sincero che cerca rifugio, comprensione, perdono. Il suo è amore incondizionato, perché la sua missione è adempiere la volontà del Padre. Vi è perfetta identità tra la volontà del Padre e quella del Figlio; è una volontà di salvezza. Gesù non respingerà ciò che gli è donato dal Padre: «Questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno; che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna» (Giovanni 6, 37-40). Amen.