Le chiese protestante francesi rispondono al documento di «Kairos Palestine»

Presentato lo scorso novembre nella sua versione aggiornata. Si tratta del testo che denuncia le sofferenza delle chiese cristiane e di tutta la popolazione del Medio Oriente

 

Il 14 novembre 2025 è stato ufficialmente presentato il nuovo documento e appello di Kairos Palestine, alla presenza dei rappresentanti di tutte le chiese cristiane di Palestina e dei membri del network Global Kairos for Justice, rappresentanti di chiese, istituzioni e organizzazioni da più di venticinque paesi, tra cui la Chiesa valdese.

 

Sedici anni prima, i cristiani e le cristiane palestinesi – membri del clero, teologhe e teologi, e laici e laiche provenienti da ogni chiesa di quella terra si riunivano per riflettere, pregare e parlare con un’unica voce sulla loro realtà di cristiani palestinesi sotto occupazione. Da quel momento di unità nasceva lo storico documento Kairos Palestine: il momento della verità, una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese. Approvato dai patriarchi e dai capi delle chiese di Gerusalemme, esso è divenuto un’espressione fedele e coraggiosa della coscienza cristiana, che afferma il diritto e il dovere dei cristiani palestinesi di testimoniare la verità della loro sofferenza.

 

Il nuovo documento è stato quindi inviato alle chiese nel mondo con preghiera di lettura, diffusione, risposta.

 

L’Epudf, Chiesa protestante unita di Francia, e la Uepal, Unione delle chiese protestanti di Alsazia e Lorena hanno risposto ai promotori attraverso una lettera resa pubblica:

 

«Confermiamo di aver ricevuto i documenti di Kairos Palestine del 2009 e del 2025» vi si legge.
«In essi ritroviamo la sofferenza quotidiana. Profondamente commossi dalla difficile situazione di questa terra devastata, stremata da tanta ingiustizia, violenza e criminalità, esprimiamo la nostra piena solidarietà.

Desideriamo rispondere al vostro invito a venire a constatare di persona ciò che sta accadendo sul campo e ad attuare azioni che dimostrino il nostro sostegno. Ciò avviene in particolare attraverso Christian Action in the East* (ACO), che ci aiuta a rafforzare i legami con le chiese locali, in particolare la Chiesa evangelica luterana di Giordania e Terra Santa e la diocesi episcopale di Gerusalemme»

 

Segue poi un elenco delle azioni messe in atto dalle chiese riformate francesi nell’ultimo anno per denunciare la tragedia in corso in Medio Oriente, dal forum di tre giorni dell’aprile 2025 agli appelli rivolti anche al Presidente della Repubblica.

 

«Per aiutare i pastori e i membri delle nostre comunità a comprendere la situazione e a orientarsi nella confusione – conclude la lettera – in autunno verrà pubblicato un glossario che spiegherà circa quaranta termini chiave. L’obiettivo è quello di chiarire il dibattito e fornire strumenti utili a coloro che desiderano comprendere le questioni in gioco nei vari discorsi in corso.

Condanniamo ogni forma di incitamento all’odio e chiediamo l’applicazione del diritto internazionale. Crediamo fermamente che “Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza” (Isaia 32:17).


Vi assicuriamo le nostre preghiere e la nostra solidarietà e, come dimostrano le nostre modeste iniziative, ci impegniamo a chiedere giustizia».

 

“Il Signore Gesù Cristo vi benedica! L’amore di Dio e lo Spirito Santo siano con tutti voi!” 2 Corinzi 13:13

 

In un articolo dello scorso novembre il pastore Michel Charbonnier spiegava l’essenza del documento Kairos Palestine:

«Il documento chiamava i cristiani e le cristiane palestinesi a riconoscersi parte del più ampio popolo palestinese, soggetto a occupazione ed espropriazione. Li invitava a leggere la propria lotta attraverso la lente della fede, non con disperazione ma con una speranza tenace e un amore attivo radicato nella giustizia. Rivolgeva inoltre un appello alla chiesa globale affinché trasformasse la compassione in azione concreta, sfidando le distorsioni teologiche, resistendo alla complicità con l’oppressione e incarnando una fede che libera.

Si trattava del primo documento cristiano palestinese ad affermare il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni come risposta non violenta e ispirata dalla fede all’occupazione. Da allora, e per sedici anni, il messaggio di Kairos ha viaggiato ben oltre i confini e i muri della Palestina. Ciò che era nato come un documento è diventato un movimento.

Kairos Palestine è oggi la più estesa iniziativa cristiana palestinese ecumenica e non violenta impegnata a porre fine all’occupazione, all’apartheid e all’ingiustizia sistematica. Attraverso la sua testimonianza profetica ha ispirato chiese, comunità e movimenti di solidarietà, dando vita alla coalizione Global Kairos for Justice».