Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente condanna gli attacchi contro obiettivi civili in Libano.
A seguito dei pesantissimi bombardamenti israeliani di ieri 8 aprile
Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente, a seguito della grave e catastrofica escalation di violenza verificatasi l’8 aprile nella città di Beirut, insieme a molte altre regioni libanesi, hanno espresso profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto.
«Una serie di raid aerei simultanei, violenti e senza precedenti ha colpito 100 siti, tra cui quartieri residenziali e luoghi civili in diverse aree del Libano, provocando centinaia di feriti e vittime tra i civili innocenti», si legge in un messaggio congiunto delle due organizzazioni. «Condanniamo fermamente questi attacchi e sottolineiamo la necessità di proteggere le persone e le infrastrutture civili, in base all’obbligo fondamentale previsto dal diritto internazionale umanitario».
Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente hanno affermato che il mondo si trova oggi ad affrontare una grave prova per l’ umanità. «Non c’è bisogno di essere libanesi o arabi per provare rabbia per ciò che sta accadendo a Gaza, in Libano e in altri paesi del Medio Oriente», si legge nel messaggio. «Basta essere umani in un momento in cui abbiamo bisogno di umanizzare l’umanità stessa».
Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente hanno esortato le parti interessate a lavorare per la cessazione immediata di tutti gli attacchi e a rispettare il diritto internazionale e i diritti umani.
«Ciò deve essere accompagnato dalla garanzia della protezione dei civili e dal libero accesso agli aiuti umanitari, poiché la popolazione è stata isolata dai beni di prima necessità. Chiediamo inoltre alla comunità internazionale e a tutte le parti interessate di assumersi le proprie responsabilità e di prevenire un ulteriore deterioramento che minaccia la sicurezza e la stabilità del Libano e dell’intera regione».