Nessuno è straniero agli occhi di Dio
Un giorno una parola – commento a Matteo 25, 34-35
Non opprimete la vedova né l’orfano, lo straniero né il povero; nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello
Zaccaria 7, 10
Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste
Matteo 25, 34-35
Tra tutte le parole di questo Vangelo, forse “straniero” è una delle più scomode. Perché lo straniero non è soltanto chi viene da lontano, è chi interrompe le nostre abitudini, chi non parla la nostra lingua, chi non appartiene alla nostra cerchia, chi ci mette davanti alla fatica dell’incontro.
Gesù dice una cosa disarmante: nello straniero c’è Lui. Non soltanto nel povero che suscita compassione, ma anche in chi ci appare diverso, inatteso, perfino ingombrante. Il Signore si nasconde proprio lì, dove istintivamente alzeremmo una difesa.
Accogliere, allora, non significa soltanto sopportare o lasciar entrare. Significa fare spazio nel cuore. Significa riconoscere che nessuno è estraneo agli occhi di Dio. Ogni volta che chiudiamo la porta per paura, per pregiudizio o per indifferenza, rischiamo di lasciare fuori Cristo. Ogni volta, invece, che ascoltiamo, ci avviciniamo e condividiamo, il Regno di Dio si fa presente.
Questa parola ci chiede di guardare anche dentro di noi. C’è uno straniero che abita il nostro cuore. È la parte fragile, ferita, non ancora riconciliata di noi stessi. A volte non accogliamo gli altri perché non abbiamo ancora accolto fino in fondo la parte più fragile di noi. Ma Gesù viene proprio lì, nella parte più fragile di noi, con la sua misericordia.
O Signore, insegnami a riconoscerti nel volto di chi è diverso da me. Liberami dalla durezza del cuore, dalla paura che separa, dall’indifferenza che esclude. Donami occhi capaci di vedere, mani pronte ad aprirsi, un cuore ospitale. Fa’ che nessuno, passando accanto a me, si senta straniero. Amen.