Nicaragua. Aumento delle violazioni della libertà religiosa
Un recente rapporto dell’organizzazione per i diritti umani Christian Solidarity Worldwide registra un continuo deterioramento della situazione della libertà di religione o di credo e di altri diritti umani
Christian Solidarity Worldwide (CSW), organizzazione per i diritti umani con sede nel Regno Unito, specializzata nella libertà di religione o di credo, ha pubblicato un nuovo rapporto che mette in guardia contro il deterioramento della libertà religiosa in Nicaragua.
Il rapporto evidenzia un aumento significativo delle presunte violazioni della libertà religiosa, passate da 222 casi nel 2024 a 309 casi lo scorso anno. L’organizzazione ha affermato che molte violazioni probabilmente non vengono denunciate a causa del “clima di paura” creato dal governo.
Molti leader religiosi in Nicaragua sono soggetti a “misure precauzionali” che li obbligano a presentarsi settimanalmente alla polizia e a chiedere l’autorizzazione per svolgere diverse attività religiose.
Alcuni pastori sono stati anche detenuti dalla polizia per lunghi periodi. Inoltre, alcune fonti suggeriscono che il governo nicaraguense abbia vietato ai visitatori stranieri di introdurre Bibbie nel paese.
Il pastore Efrén Antonio Vílchez López è stato condannato a 23 anni di carcere con accuse che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, sarebbero “montate ad arte”. Si ritiene che il suo vero “crimine” sia la critica all’attuale governo nicaraguense.
Secondo la World Watch List 2026 di Open Doors – organizzazione cristiana che sostiene i cristiani perseguitati a causa della loro fede –, il Nicaragua è il 32° Paese al mondo per la persecuzione dei cristiani, e la situazione è peggiorata significativamente dal 2018, anno in cui si sono verificate una serie di proteste antigovernative.
Anna Lee Stangl, direttrice del team per l’advocacy e le Americhe di CSW, ha dichiarato: «Da diversi anni CSW documenta un continuo deterioramento della situazione della libertà di religione o di credo e di altri diritti umani in Nicaragua. Il 2025 non ha fatto eccezione. Sebbene per certi versi il regime abbia modificato le sue strategie – rilasciando i prigionieri politici agli arresti domiciliari anziché costringerli all’esilio, ad esempio – il suo obiettivo primario rimane lo stesso: controllare, cooptare o eliminare chiunque consideri una minaccia alla sua autorità e alla sua sopravvivenza».
«La comunità internazionale – ha concluso Anna Lee Stangl – deve fare di più per sostenere e rafforzare le voci indipendenti nel Paese, comprese quelle dei gruppi religiosi, e, alla luce della reticenza del Nicaragua nei confronti delle comunicazioni internazionali, dovrebbe valutare la possibilità di chiedere conto agli altri Stati che sostengono il regime».