Scegliere bene la semina
Un giorno una parola – commento a Galati 6, 8
Così la giustizia conduce alla vita, ma chi va dietro al male si avvia verso la morte
Proverbi 11, 19
Chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna
Galati 6, 8
L’immagine della semina e del raccolto devono farci pensare al giudizio finale di Dio e quindi la esortazione a utilizzare una buona semenza perché essa sola alla maturazione renderà evidente chi siamo stati e chi siamo davanti al giudizio di Dio. Una preoccupazione è di avere saggezza nel costruire la nostra vita in questo mondo in attesa del Regno di Dio. Che fare?
Il testo non ci suggerisce di trovare una buona semenza, ma perché si semina; cioè la nostra vita di credenti è indirizzata per dare gloria al Signore o gloria a noi stessi?
Se seminare per la carne significa concentrarsi sui bisogni della vita presente, senza considerare la vita futura, mentre seminare per lo Spirito significa preoccuparci di piacere al Signore e non al nostro benessere, vi è da ricordare che l’apostolo Paolo aveva già chiarito quali sono i frutti dello Spirito: […] amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo […] (Galati 5, 22).
Ora non preoccupiamoci più del nostro cammino come se fossimo senza guida e senza forze. Ora i credenti sanno cosa deve essere fatto, e lo sanno proprio con la possibilità del fare. Sono scelte molto chiare quelle che la Parola di Dio ci chiede di compiere, e scelte alla nostra umana capacità pur se siamo sempre deboli e mancanti.
Amare e seminare la pace, allontanare ira e malvagità, essere fedeli al Signore anche nelle piccole cose, essere allenati a non cadere nell’odio. Tutto ciò viene posto davanti a tutti noi per attendere la mietitura dello Spirito e rallegrarci nel Signore che ci ama. Amen.