La Buona novella. Una seconda possibilità per Crescenzo
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
Qualche giorno fa, nel gruppo WhatsApp dei fratelli e delle sorelle della chiesa di Napoli-via Foria, impegnati nel servizio di preparazione e distribuzione dei pasti ai senza fissa dimora, è arrivato un video. Nel video c’era Crescenzo che, con orgoglio e tanta gioia, mostrava la stanza che il suo datore di lavoro gli ha messo a disposizione: il letto, l’armadio, la televisione, il bagno con la doccia, e diceva: «Qui sto bene. Lavoro onestamente. Ho cambiato vita, grazie a Dio. Mando un bacio a tutti quelli che mi vogliono bene».
Crescenzo ha incrociato i volontari della chiesa battista qualche anno fa, durante una delle uscite serali per distribuire pasti ai senza dimora. Dopo una pizza (perché i pasti preparati erano già tutti stati distribuiti) e una chiacchierata, un volontario lo aveva invitato a passare la domenica successiva alla chiesa battista. Con sorpresa Crescenzo si presentò: da quel giorno è iniziato un percorso lungo e difficile, sostenuto da quel volontario che non lo ha lasciato.
Crescenzo portava sulle spalle una storia di reati e carcere, che imponevano periodi in casa lavoro, controlli continui, e il cosiddetto “libretto rosso” (documento di sorveglianza speciale che contiene le prescrizioni di orari, luoghi e frequentazioni imposte dal Tribunale), che rende complicato trovare un impiego. Più di una volta, vecchie conoscenze si sono presentate a Crescenzo con la promessa di un lavoro. Ma lui non è tornato indietro.
Dopo ricorsi, udienze, e la tenacia di un’avvocata, la misura del “libretto rosso” è stata tolta. Così Crescenzo ha finalmente potuto cercare lavoro fuori Napoli: ora lavora e ha una sua dimora. La sua testimonianza ci ricorda che nessuna storia è scritta una volta per tutte. Anche le vite che sembrano segnate per sempre possono rinascere, quando decidiamo di non voltarci dall’altra parte e di dare una seconda possibilità a chi incontriamo sulla nostra strada.