Musica africana alla chiesa battista di Torino
Un interessante laboratorio organizzato dal Passalacqua Gospel Choir
Nei pomeriggi di sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo, alla chiesa battista di via Passalacqua a Torino, si terrà un laboratorio in tre parti dedicato alla musica africana, con partecipazione gratuita e aperta a tutti.
Ci facciamo raccontare di che cosa si tratta da Edouard Kibongui, direttore del Passalacqua Gospel Choir e promotore dell’iniziativa, che parte da una premessa: «Vengo da un paese diverso dall’Italia, il Congo, e questo incontro, come altre iniziative, nasce dalla volontà di cercare di portare qualcosa, oltre a ricevere quello che riceviamo quando arriviamo in un altro paese: far conoscere anche le realtà altrui. In questo caso ho avuto la possibilità di incontrare il pastore Josias N’Gahata, che sta svolgendo un dottorato di ricerca sull’innologia e l’etnomusicologia ad Amburgo, allora ho pensato, perché non invitarlo qui? E lui è stato molto felice di farlo».
In Italia la musica africana è già entrata in uso in molti cori di chiesa e nei nuovi innari, come Celebriamo il Risorto (in uso soprattutto nelle chiese battiste, pubblicato dalla Claudiana), ricorda Kibongui, «allora abbiamo detto, perché non parlare un po’ di questo? Mi sembrava la persona indicata, perché oltre a essere un pastore, teologo, è anche musicologo, ed è stato il responsabile del dipartimento di musica nella Chiesa evangelica del Congo per molto tempo».
Attualmente sta svolgendo un enorme lavoro di raccolta di inni e musiche, perché il patrimonio locale, ricorda Kibongui, è orale, in quanto la musica non è mai stata scritta.
Il pastore N’Gahata «ha anche creato un coro polifonico con i ragazzi di Brazzaville, la capitale del Congo: una cosa incredibile!».
Soprattutto in un contesto in cui non esiste un conservatorio di musica, l’Orchestre Symphonique des Enfants de Brazzaville, così si chiama il gruppo, coinvolge bambini e ragazzi in un progetto che offre loro uno spazio di espressione e, forse, anche una prospettiva professionale futura.
il titolo dell’incontro sarà «Dall’innologia missionaria fino al kilombo». Spiega ancora Edouard Kibongui: «I missionari sono arrivati in Africa e hanno portato degli inni, che sono praticamente quelli che usiamo noi nei nostri innari qua in Italia, però poi c’è stata un’evoluzione, sono passati 50-60 anni, 100 addirittura, e da quell’innologia sono nati anche degli inni, dei canti, creati e dai cristiani del posto, e quindi la musica è profondamente cambiata, e quindi oggi possiamo parlare di gospel africano, fino al Chilombo, una musica cristiana con dei ritmi molto più vicini al folklore del posto; è molto interessante, Josias N’Gahata sta studiando molto questo aspetto».
Quindi ci sarà una breve presentazione e poi dei laboratori per consentire ai presenti di provare alcuni strumenti tradizionali, imparare dei canti e discutere dell’evoluzione degli innari, tra approfondimento e divertimento.
Appuntamento sabato pomeriggio dalle 15,30 alle 18 per la prima parte del laboratorio, più storico-introduttiva, la domenica dalle 15 alle 17 la seconda parte, che chiuderà con un concerto, con i partecipanti e il Passalacqua Gospel Choir.
Non c’è bisogno di iscriversi, e con una battuta e il consueto entusiasmo Edouard dice: «Spero che poi ci sia posto per tutti, sarebbe magnifico se ci fosse la chiesa piena, però diciamo che l’ingresso è libero, non abbiamo voluto farlo diversamente, quindi chi arriva può partecipare tranquillamente».