Piemonte istituisce la Giornata della memoria delle regie patenti

Verrà celebrata il 17 febbraio, in ricordo e celebrazione della cittadinanza riconosciuta ai valdesi e agli ebrei nel 1848

 

Il Piemonte istituisce la Giornata regionale della memoria delle regie patenti. Lo ha deciso il Consiglio regionale, approvando all’unanimità la legge che la istituisce: sarà celebrata il 17 febbraio di ogni anno. Come racconta l’agenzia Ansa, il provvedimento, presentato dalla consigliera Pd Monica Canalis, prevede che nell’anniversario della firma da parte di Carlo Alberto delle Regie lettere patenti che hanno posto fine a secoli di discriminazione e di persecuzione riconoscendo i diritti civili e la cittadinanza alle persone appartenenti alla minoranza religiosa valdese, e il 29 marzo 1984 a quella ebraica, la Regione promuova una serie di iniziative.

 

«Il nostro territorio nel 1848 fu apripista del riconoscimento dei diritti civili alle minoranze religiose. Il 17 febbraio 1848, infatti, Carlo Alberto firmò le Regie Lettere Patenti, che ponevano fine a secoli di discriminazione e persecuzione e riconoscevano ai cittadini sabaudi di religione valdese i diritti civili, i diritti politici e il diritto di frequentare gli istituti scolastici. Il 29 marzo dello stesso anno il Regno di Sardegna avrebbe emancipato anche gli ebrei piemontesi, che divennero finalmente cittadini» ricorda in una nota proprio la consigliera Canalis.


«Grazie alla legge regionale approvata oggi – continua la consigliera regionale-, di cui sono prima firmataria e il cui iter è durato un anno e mezzo, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto.
La libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini a prescindere dal credo professato è una conquista pionieristica piemontese che dalle Lettere Patenti del 1848 è giunta, dopo la parentesi delle leggi razziali, sino alla Costituzione italiana del dopoguerra e permane come impegno attuale».

 

«Sono molto contenta per questo risultato – conclude Monica Canalis – , frutto di una lunga e faticosa mediazione e di una paziente attività emendativa. Si tratta della prima legge della legislatura approvata su proposta dell’opposizione e non della maggioranza. Speriamo che questa apertura si traduca in iniziative concrete, per sensibilizzare la popolazione piemontese ai valori della convivenza e della tolleranza, come previsto dal testo.  Da oggi il Piemonte ha uno strumento in più per promuovere il rispetto delle minoranze e i diritti di cittadinanza, temi attualissimi e strategici. Monitoreremo che la legge venga attuata».

 

La relatrice di maggioranza Marina Bordese (Fdi) ha evidenziato «la possibilità di sottolineare, in un’Italia in cui le identità religiose e culturali sono in continua evoluzione, il principio dell’eguale libertà delle confessioni religiose e il carattere di laicità delle istituzioni pubbliche». 

Valdo Spini, già Ministro e già deputato impegnato in questi temi, considera «Positiva e importante l’approvazione della legge regionale del Piemonte». Plaudo – aggiunge Spini-  all’iniziativa portata avanti con tenacia dalla consigliera regionale Monica Canalis e fatta propria dal Consiglio Regionale del Piemonte che sottolinea così questa primogenitura su un argomento di grande importanza non solo religiosa ma anche civile.

Nell’Italia repubblicana è andato avanti dal 1984 in poi il processo di attuazione dell’Art.8 della Costituzione con la stipula delle intese con le confessioni religiose diverse dalla cattolica. Le Intese in atto riguardano oggi ben tredici confessioni religiose, ma rimane tuttora scoperta l’attuazione costituzionale per chi non è in grado o non vuole stipulare un’Intesa con lo stato. In altri termini, occorre una legge quadro sulla libertà religiosa di cui il Parlamento si è occupato in passate legislature ma senza arrivare ad una conclusione. In tal senso -sottolinea Spini- l’iniziativa di Monica Canalis e del Piemonte può anche costituire uno stimolo in questa direzione».

«Il significato della legge piemontese -conclude Spini- va oltre i confini italiani, esprimendo un messaggio quanto mai attuale nel mondo in cui viviamo, per la libertà religiosa e di coscienza , la tolleranza e il rispetto reciproco, tutti valori troppo spesso insidiati e messi in questione in varie parti del mondo».