Non negare il pane quotidiano

Oggi primo giorno di quaresima il Consiglio ecumenico delle chiese propone un viaggio per liberarsi dai minerali che portano morte a chi li estrae

 

Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) invita le comunità religiose di tutto il mondo a osservare un globale “digiuno” dal carbonio durante la quaresima 2026 – un viaggio di sei settimane che esamina come le industrie estrattive siano fra le origini della crisi climatica e delle disuguaglianze economiche.

 

Da oggi 18 febbraio, primo giorno di quaresima, al 1° aprile, l’iniziativa offre riflessioni bibliche settimanali e azioni che affrontano le specificità delle varie industrie estrattive: trivellazione petrolifera e del gas, estrazione mineraria, pesca eccessiva e disboscamento, agricoltura agroindustriale e estrazione mineraria in acque profonde. Ogni settimana è curata da un organo ecumenico regionale, che collega le competenze locali con la solidarietà globale.

 

Il digiuno riformula l’antica preghiera “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” sia come pratica spirituale che come critica strutturale, chiedendo alle chiese di nominare sistemi nascosti – classismo, razzismo, sfruttamento – che determinano chi ha abbastanza per vivere e chi no.

«Quando preghiamo ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’, non stiamo chiedendo un accumulo infinito, ma ciò che sostiene la vita oggi», ha affermato il pastore Jerry Pillay, segretario generale del Cec. «Questo viaggio quaresimale invita le chiese a esaminare sia le nostre scelte personali che le strutture economiche che negano il pane quotidiano a milioni di persone mentre minacciano il pianeta stesso».

 

Sei settimane, sei sistemi estrattivi

La campagna prende dunque il via oggi 18 febbraio con un’inquadratura teologica e una preghiera di apertura incentrata su una “Teologia dell’ abbastanza” di quanto cioè ci è sufficiente per vivere, attingendo a Proverbi 30:8-9: “Non darmi né povertà né ricchezze, ma dammi solo il mio pane quotidiano”.

Ogni settimana include la riflessione biblica, l’analisi degli impatti specifici del settore e le azioni concrete che le chiese possono intraprendere.

 

Athena Peralta, direttrice della Commissione del Cec sulla giustizia per il clima e lo sviluppo sostenibile, ha collegato il digiuno al decennio ecumenico appena lanciato di azione per la giustizia climatica: «Il Global Systemic Carbon Fast inizia il 2026 – il primo anno completo del decennio – nominando ciò che guida sia la crisi del clima che il crollo della biodiversità: sistemi economici costruiti sull’estrazione e sulla disuguaglianza. Non possiamo affrontare il clima senza affrontare la disuguaglianza. Sono emergenze inseparabili che richiedono risposte non separabili».

 

Tutti i materiali saranno a disposizione di settimana in settimana a questo link.

 

 

Foto: Photo: LWF/Albin Hillert