Canti delle Valli valdesi: la ricerca continua
L’opuscolo del XVII Febbraio è dedicato quest’anno a un patrimonio culturale di grande valore
La Società di Studi valdesi (Ssv) aveva lanciato nel 2024 un bando per una ricerca nel settore musicale tradizionale: «Il patrimonio vocale delle Valli valdesi. Canti, cahiers, canzonieri e ricerche in Val Pellice e Val Germanasca dal 1700 a oggi» era il titolo del progetto risultato vincitore, a opera di Elisa Salvalaggio che ora, in correlazione proprio a quel lavoro, firma l’Opuscolo del XVII Febbraio, che la Claudiana editrice pubblica ogni anno di concerto con la Ssv stessa*.
Come accade per gli altri titoli della collana, questo tipo di pubblicazioni compendia e offre alla nostra attenzione i risultati di molti lavori precedenti, e invita all’approfondimento. Ma in questo caso ciò avviene con una particolarità: a essere citati nelle molte note, non sono solo libri, saggi, articoli, ma anche documentazioni sonore, registrazioni, dischi in vinile e altro ancora. Perché il repertorio musicale e tradizionale ha poco senso se non lo si ascolta. Archivista e dottoressa di ricerca in Etnomusicologia all’Università di Torino, l’autrice lavora proprio sugli archivi sonori, avendo lavorato anche, nel 2023, al riordino di due fondi della Società di Studi valdesi.
Dal suo lavoro emerge una realtà stratificata, che va molto indietro nel tempo, e che comprende anche i valdesi che portarono le loro canzoni in Uruguay. Viene evocata, anche attraverso alcune riproduzioni di pubblicazioni e di spartiti, una lunga storia di indagini, che portarono anche musicologi di altra provenienza ad accostarsi al patrimonio musicale sacro e profano del popolo valdese, con le tecniche e i criteri via via sviluppati, a testimonianza dell’originalità che veniva riconosciuta a questi materiali, spesso tradotti da repertori e canzonieri in francese. Persone popolarmente ben note nella “zona Valli” si riaffacciano dunque alla nostra attenzione: sembra di sentirle cantare e istruire i successori nella difesa di una ricchezza artistica e spirituale di impatto almeno altrettanto forte quanto le tradizioni “colte” e codificate.
L’auspicio è quindi di rendere questi materiali «sempre più accessibili, attraverso un sistema integrato e coordinato», onde permettere «anche a nuovi gruppi, cantori e giovani studiosi di avvicinarsi allo studio e alla conoscenza di questo imponente e prezioso patrimonio musicale».
* E. Salvalaggio, Canti delle Valli valdesi. Archivi, ricerche e memorie orali tra XVIII e XX secolo. Torino, Claudiana/Ssv, 2025, pp. 80, euro 9,00.