Osservare la legge di Dio

Un giorno una parola – commento a Colossesi 2, 6-7

 

 

Se non ubbidite alla voce del Signore, se vi ribellate al comandamento del Signore, la mano del Signore sarà contro di voi, come fu contro i vostri padri

I Samuele 12, 15

 

Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui, radicati e edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento

Colossesi 2, 6-7

 

Osservare la legge del Signore è un noto richiamo, sia negli insegnamenti profetici che in quelli sapienziali, che hanno chiaramente ispirato e illuminato sin dalle sue origini la predicazione di Gesù e quella della cristianità primitiva: il momento opportuno, il kairos, è arrivato.

 

Lo stesso messaggio lo troviamo anche nella lettera dell’apostolo Paolo ai Romani (13, 8-11): “Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. L’amore non fa nessun male al prossimo; l’amore, quindi, è l’adempimento della legge. E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ormai ora che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo”.

 

Il tempo escatologico, l’atteso momento messianico per risplendere è giunto. Ora bisogna agire, ora bisogna amare, ora bisogna seguire l’esempio di Cristo: “Così, miei cari, voi che foste sempre ubbidienti, non solo come quando ero presente, ma molto più adesso che sono assente, adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; infatti, è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo” (Filippesi 2, 13).

 

Ora, proprio nel momento dell’assenza fisica dell’apostolo imprigionato, la comunità deve cercare di rimanere unita nell’amore. L’osservanza della legge, quindi, non è il presupposto per ottenere il ringraziamento divino, ovvero la sua grazia. Al contrario, le opere della legge sono da intendersi come opere di ringraziamento per la grazia già ricevuta. Amen.