Restare nell’amore del Signore
Un giorno una parola – commento a Giovanni 15, 14
Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto
Levitico 19, 33
Gesù dice: «Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando»
Giovanni 15, 14
Gesù, nel quindicesimo capitolo del Vangelo secondo Giovanni, presenta un’immagine per parlare della sua identità e di quella di coloro che egli chiama amici: “Io sono la vite, voi siete i tralci”. Si tratta di una delle immagini con cui Gesù esorta il nucleo ristretto delle persone che gli sono rimaste fedeli: rimanete, dimorate, restate nel mio amore. Colui che è venuto nel mondo come vera luce, via, verità e vita, deve lasciare proprio coloro che ha chiamato a seguirlo dovunque egli vada e a portare avanti la sua missione.
“Resto qui”: questo è il titolo di uno dei romanzi più noti dello scrittore milanese Marco Balzano. Pubblicato nel 2018 in Italia, nel 2020 è diventato un bestseller anche in Germania con il titolo Ich bleibe hier. In questo romanzo si racconta la storia di una giovane donna sudtirolese di lingua tedesca che, durante il ventennio prima della Seconda guerra mondiale, sceglie di restare, seppure come cittadina di seconda classe in Italia, piuttosto che emigrare in Germania. Lei decide di rimanere dov’è, resiste, continua il suo lavoro come insegnante, anche in maniera segreta.
La vera vite, in realtà, è il tempo che rimane perché è stato condiviso insieme durante l’arco della nostra vita. Dall’altra parte c’è il tempo che scorre e che sembra venire o andarsene senza alcun avvertimento, il breve momento che non resta, invisibile ma comunque sempre presente, qualcosa di cui ci nutriamo, qualcosa che addirittura pensiamo di poter sprecare o risparmiare, facendo ciò che facciamo in maniera più lenta oppure agendo in modo più veloce. Questo tempo è il tempo che spesso ci manca, oppure il tempo di cui abbiamo fin troppo, oppure una realtà misteriosa che a sua volta ci consuma e ci divora incessantemente, senza mostrare alcuna pietà e senza fare sconti a niente e nessuno.
Essere “tralci” vuol dire essere e restare collegati e radicati, appartenere in profondità a un progetto condiviso e più grande di noi stessi. Questo rimanere in amicizia significa restare insieme, in prossimità gli uni degli altri, proprio quando i tempi stessi si presentano come avversi a questo rimanere, restare, dimorare insieme. Amen.