Senza il Signore non abbiamo vita né futuro
Un giorno una parola – commento a Geremia 17, 7-8 e Giovanni 15, 5
Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE e la cui fiducia è il SIGNORE! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume: non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto
Geremia 17, 7-8
Gesù dice: Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto
Giovanni 15, 5
Quelle che abbiamo ascoltato stamattina sono delle immagini bellissime, che aprono la nostra giornata illuminandola con il sole della gioia e della speranza. E quanto le sentiamo necessarie!
In questo momento storico abbiamo bisogno di ritrovare la fiducia nelle nostre possibilità, nella capacità di vivere un’esistenza laboriosa e serena, illuminata dalla gioia e dalla speranza per il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti. Ne abbiamo bisogno perché siamo consapevoli di vivere in un momento travagliato e doloroso: attorno a noi divampano guerre che ci paiono più vicine e laceranti di quelle del passato; sentiamo sempre maggiore inquietudine a causa dei cambiamenti climatici; il mondo, nel quale viviamo la nostra quotidianità, sembra aver perso i punti di riferimento spirituale, e le persone sembra abbiano smarrito la capacità di dare un senso ampio alle proprie esistenze e di trovare dei punti di approdo sicuro.
In questa oscurità che percepiamo dentro e fuori di noi, il Signore ci viene incontro e ci dona una fiducia e una pace profonde. In questi passi Egli, infatti, ci dice che non dipende da noi far funzionare il mondo, perché noi siamo come alberi, o addirittura come semplici tralci: siamo delle piante che possono anche essere molto belle, ricche e profumate, cariche di frutti sugosi e dolcissimi, ma non siamo, né possiamo essere, autonomi, non possiamo vivere in un regime di autosufficienza, perché dobbiamo prendere dall’esterno la forza per vivere.
Senza acqua le piante muoiono, così come i tralci staccati dalla vite. Senza il Signore non abbiamo vita né futuro. Ma possiamo affidarci con piena fiducia al nostro Signore: Egli non permetterà che i nostri piedi vacillino, non ci lascerà crollare di fronte al Male che avanza, ma ci donerà forza e bellezza. Sì, anche bellezza, che non è un attributo vezzoso per signorine, ma è uno dei doni che Dio ci ha fatto nel momento della creazione. Affidiamoci dunque a Lui con cuore gioioso, consapevoli che non saremo abbandonati. Amen!