Porte aperte, indice delle persecuzioni dei cristiani nel mondo
Situazione sempre critica, la Siria guadagna posizioni, la Nigeria resta l’epicentro in termini numerici
L’organizzazione “Open Doors” (“Porte aperte”, in Italia, “Portes ouvertes” nei paesi francofoni) pubblica ogni anno, dal 1993, un report (qui la versione in italiano) e l’”indice mondiale di persecuzione dei cristiani”, la lista dei 50 paesi in cui i cristiani sono maggiormente perseguitati.
La Corea del Nord si conferma anche quest’anno al primo posto di questa triste classifica, seguita da Somalia, Yemen, Sudan, Eritrea.
Peggiora la situazione in Siria, salita al sesto posto dal 18° dello scorso anno: un peggioramento sensibile della situazione, come ha sottolineato l’ong in un comunicato del 14 gennaio, in quanto la caduta del regime di Bachar al-Assad alla fine del 2024 non ha portato la tregua sperata per la comunità cristiana. Al contrario, l’insicurezza non ha cessato di crescere, legata alle violenze mirate contro i credenti: «Il dipartimento di ricerca di Open Doors ha rilevato che almeno 27 credenti siriani sono stati uccisi a causa della loro fede» nel periodo considerato (1° ottobre 2024 – 30 settembre 2025), erano zero nell’anno precedente.
Ricordiamo che le “posizioni” sono assegnate in base a un punteggio che deriva dalla somma di cinque indicatori che riguardano il grado di libertà (o meglio, di costrizione) nel vivere apertamente la propria fede in 5 aree della vita: privata (libertà personale), familiare (rientra in questo contesto anche il diritto di famiglia, specie nel caso di matrimoni misti), vita di chiesa (per esempio i luoghi di culto), pubblica/civile (rapporti con gli altri cittadini), nazionale (leggi e norme).
Il dato che emergeva lo scorso anno (ne parlavamo qui) era che nonostante 380 milioni di cristiani nel mondo (uno su sette) fossero a rischio di persecuzione, e spesso della vita, per la loro fede, le comunità cristiane globalmente aumentavano.
Come ha dichiarato quest’anno Cristian Nani, direttore di “Porte Aperte”, commentando i risultati, «la Chiesa nascosta è forse quella più in crescita nel mondo. Ci sono nazioni come Corea del Nord, Somalia, Eritrea, Libia, Afghanistan, in cui l’unico modo per vivere la fede cristiana è clandestinamente. Il governo algerino chiude tutte le chiese protestanti, mentre quello cinese vessa quelle che osano rivendicare la libertà di credo e quello iraniano va a caccia di cristiani che si riuniscono nelle case».
E ha aggiunto, chiedendo al governo di promuovere la libertà religiosa come priorità diplomatica, integrandola nei negoziati commerciali, l’alfabetizzazione religiosa dei propri funzionari, la collaborazione con attori religiosi locali, «è cruciale tornare a parlare di libertà religiosa nel dibattito pubblico. In 33 anni di ricerca, registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti! Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza».
Nel report di quest’anno, risultano 388 milioni i cristiani e le cristiane a rischio persecuzione (315 se si considerano solo i 50 paesi con un livello “molto alto o estremo”).
4849 gli uccisi (4476 lo scorso anno) con una netta prevalenza della Nigeria, 3490 casi documentati, che pur non essendo ai primissimi posti (si conferma nella posizione numero 7) spicca anche sull’aspetto dei rapimenti, con 2293 casi su un totale di 3302, lo scorso anno erano stati 3775.
Resta simile al 2025 il numero di persone arrestate o detenute (4712, di cui più di 2000 in India, ne erano segnalate 4744 lo scorso anno), mentre per quanto riguarda gli edifici chiusi, attaccati o confiscati i casi sono 3632, più che dimezzati rispetto allo scorso anno (7679, a sua volta dimezzati rispetto all’anno precedente), e in questo caso Nigeria e Cina si contendono il primato, con una stima arrotondata per difetto di 1000 casi ciascuna.
Decisamente preoccupante il dato delle persone costrette a fuggire dalla propria casa, 224.129, che vanno ad alimentare il flusso drammatico dei profughi, così come il numero di aggressioni sessuali e matrimoni forzati legati alla religione, che è passato da 3944 a 5202.