Minneapolis: «Insieme possiamo farcela»
Domenica la Judson Memorial Baptist Church e la Calvary Church hanno celebrato il culto insieme. Mentre la tensione sale negli USA, crescono anche la comunione e la solidarietà
Dalla tragica uccisione di Renée Good da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) a Minneapolis il 7 gennaio scorso, gli Stati Uniti stanno vivendo un clima di forte tensione e mobilitazione sociale. L’uccisione poi, sempre per mano dell’ICE, il 24 gennaio di Alex Pretti, un infermiere di 37 anni mentre soccorreva una donna spinta per terra da agenti federali durante dei controlli, dà la misura di un’escalation di violenza senza precedenti nei confronti di persone immigrate e di chi si schiera in loro difesa.
In queste ultime settimane, alcuni membri delle nostre chiese UCEBI sono entrati in contatto attraverso Facebook con il pastore Travis Norvell della Judson Memorial Baptist Church di Minneapolis. Sin dall’inizio di questa complessa situazione, la Judson Memorial Church ha offerto conforto e sostegno a chi era colpito dalla paura e dall’incertezza.
Domenica mattina (25 gennaio 2026) la Judson Memorial Baptist Church di Minneapolis ha celebrato un culto congiunto insieme alla Calvary Church (nei primi anni del 1900 la Calvary fondò la Judson), in un gesto di comunione e solidarietà. La Calvary, trovandosi a un solo isolato dal luogo della sparatoria in cui è morto Alex Pretti, e inserita in una zona sottoposta a restrizioni e al controllo della Guardia Nazionale, non poteva utilizzare i propri spazi. Così il pastore della Calvary, Christian Collins Winn, ha proposto al collega della Judson di celebrare il culto insieme. «Ho detto sì – ha risposto il pastore Norvell –. Abbiamo accantonato i nostri piani di culto e ricominciato da capo».
Il culto, guidato da Norvell e Collins Winn, è diventato rapidamente un segno visibile di una comunione più ampia: numerosi pastori e membri di chiese battiste di diversi Stati – dal Michigan a New York, dal Kentucky al Connecticut e alla Pennsylvania – hanno partecipato in streaming unendosi alla preghiera.
Nonostante il dolore e la stanchezza, la celebrazione è stata attraversata da momenti di gioia, musica, spontaneità e presenza di bambini e bambine delle Scuole domenicali, accanto a preghiere profonde e alla lettura delle Beatitudini. Un’immagine concreta di ciò che significa essere chiesa nelle crisi.
In un messaggio condiviso su FB nei giorni precedenti al culto congiunto, Travis Norvell aveva scritto: «Non so se sarei riuscito ad arrivare fin qui senza le vostre preghiere e i vostri messaggi… da qualche parte nella mia anima arriva un momento di grazia che dice: “Respira, Travis” – e questo posso attribuirlo solo alle preghiere dei santi».
Il pastore, parlando della forza della “famiglia battista”, ha aggiunto: «C’è la famiglia per nascita, la famiglia per scelta e poi la famiglia per acqua. La mia famiglia battista si è fatta presente più e più volte: telefonate, messaggi, email, biglietti, dolci, abbracci».
Infine, riferendosi alla situazione in Minnesota, ha scritto: «La gente continua a dire che il Minnesota è il punto zero: se il Governo federale riesce a spezzare il Minnesota, allora potrà fare ciò che vuole con il resto della nazione. È un peso enorme da portare (già due morti, uno colpito da arma da fuoco, migliaia di famiglie distrutte, e le città del Minnesota sconvolte dal dolore). Non possiamo farcela senza il vostro amore e sostegno, quindi continuate a mandarli. Insieme possiamo farcela».
Le chiese dell’Ucebi raccolgono questo appello e, seguendo con apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, si uniscono alle chiese sorelle nella preghiera, affidando a Dio le vittime, le comunità ferite e quanti e quante operano per la riconciliazione. Con fiducia nella forza della nonviolenza e nel Vangelo di pace, rinnoviamo il nostro impegno a essere strumenti di speranza, giustizia e riconciliazione.