Sudan, catastrofe umanitaria

Milioni di sfollati e carestia dilagante, anche nel vicino Sud Sudan

 

Giunta al traguardo critico dei 1.000 giorni, la guerra in Sudan ha spinto il Paese al limite, e ha innescato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. In oltre tre anni e mezzo di guerra, la conseguenza è stata la morte di circa 150.000 persone, tra scontri a fuoco incrociato, malattie o fame.

Secondo le Nazioni Unite, la guerra, il cui tema centrale è una lotta di potere tra due generali e i loro eserciti, ha causato lo sfollamento di oltre 13 milioni di persone.

 

Intrappolata nella brutale contesa c’è una chiesa di minoranza, che sta offrendo una risposta umanitaria insieme ai suoi partner e alle sue agenzie, amplificando al contempo l’appello alla pace.

L’arcivescovo anglicano del Sudan Ezekiel Kondo ha ribadito un precedente appello dei vescovi episcopali alle parti in conflitto affinché mettano a tacere le armi e diano una possibilità alla pace.

Pur condannando i Paesi che alimentano la guerra in Sudan, il vescovo ha esortato i militari a

aprire corridoi umanitari sicuri per facilitare la consegna di aiuti essenziali, tra cui medicinali e cibo.

 

«…Esprimiamo il nostro profondo dolore e la nostra condanna per l’uccisione di massa di civili in tutto il Sudan, comprese donne e bambini, e per tutte le altre atrocità commesse da tutte le parti in causa», ha ribadito Kondo. «Imploriamo la comunità internazionale e regionale di prestare attenzione alla guerra in Sudan».

Secondo Christian Aid, quasi 34 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, rendendo il Sudan la più grande crisi umanitaria al mondo. Oltre 11 milioni di bambini soffrono la fame. Almeno 770.000 rischiano di morire di malnutrizione acuta grave.

L’organizzazione benefica è tra le altre 13 nel Regno Unito che si sono unite per puntare i riflettori sulla crisi in Sudan nell’ambito della coalizione #KeepEyesOnSudan.

 

Nel vicino Sud Sudan, il pastore Tut Kony Nyang Kon, segretario generale del Consiglio delle Chiese della giovane nazione africana, ha affermato che la situazione umanitaria nel Paese resta critica e richiede una risposta continua e coordinata da parte delle organizzazioni internazionali, dei donatori e del governo. La popolazione sud sudanese si trova ad affrontare un ciclo infinito di violenza, con sfollamenti, instabilità economica, disastri causati dal clima e un afflusso di rifugiati in fuga dal conflitto in Sudan, che aggravano ulteriormente il problema.

 

 

Foto: Fredrick Nzwili/WCC