Sud Evangelico
Evangelismo e dimensione meridionale tra storia e presente nell’ultimo numero della rivista Meridiana
L’ultimo numero della rivista Meridiana è stato dedicato al Sud Evangelico : alla testimonianza , alla riflessione e all’azione evangelica nel Mezzogiorno ,dalla fine dell’Ottocento a tutto il Novecento. L’indagine storica ricostruisce il legame tra evangelismo e dimensione meridionale , soprattutto a partire dagli anni quaranta, con le chiese evangeliche che nel Sud ,in particolare, si vedono coinvolte in due ambiti specifici : il dibattito interno alle comunità sui temi spirituali , religiosi , culturali e sociali caratteristici della questione meridionale , e l’intervento diaconale e solidale delle opere sociali , che le chiese realizzano per aiutare la popolazione meridionale e non solo gli evangelici.
I primi tre saggi attengono alla testimonianza e alla presenza religiosa e istituzionale delle chiese evangeliche . Nello specifico , il contributo di Simone Peppone Fortunati produce una mappatura delle esperienze evangeliche del Sud italiano , tra l’ Unità e la seconda guerra mondiale, tenendo insieme il radicamento protestante (metodista, valdese, battista, avventista) e la penetrazione pentecostale , come fatto religioso nuovo, legato ai rientri degli emigranti convertiti all’estero. Il saggio di Paolo Naso , invece, nel ricostruire le principali vicende e biografie della presenza evangelica nel Mezzogiorno nella seconda metà del Novecento, ne approfondisce sia le questioni connesse all’evangelizzazione, come strumento culturale e religioso di rinnovamento spirituale e civile , e sia quelle connesse all’azione sociale ed educativa con la creazione di importanti opere diaconali ( Casa Materna a Portici, il Centro Casa Mia e l’Ospedale Evangelico a Napoli, il Centro La Noce ed il Cese a Palermo, il Servizio Cristiano a Riesi ). In particolare Naso si sofferma anche sugli aspetti culturali e spirituali che portarono le Chiese , dagli anni ’60 in poi, ad una nuova riflessione sulla questione meridionale. Ricorda in tale senso il ricco ed innovativo dibattito che animò il mondo evangelico, per esempio, ad Ecumene e ad Adelfia ,poli di una nuova elaborazione meridionalistica.
Interessante è, poi ,il documentato articolo di Paolo Zanini che, partendo dalla presenza evangelica in Basilicata, sviluppa il tema – mai troppo approfondito- dell’antiprotestantesimo nel Mezzogiorno. Ricco e significativo è il quarto saggio di Donato Di Sanzo, che , analizzando il rapporto tra predicazione e azione sociale, affronta la storia della diaconia protestante al Sud dal 1945 al 1990 , a partire dalle esperienze diaconali più significative presenti a Napoli ,a Palermo e a Riesi ; senza dimenticare anche quelle minori, sorte a Pachino o a Vita in Sicilia o quelle sorte a Corato e ad Orsara in Puglia. Di Sanzo, infine, ricorda le esperienze di solidarietà evangelica scaturite dopo i terremoti nel Belice (1968) e dell’Irpinia (1980), con i loro impatto sulle chiese. Chiude infine idealmente il Sud Evangelico il saggio di Giamaica Roberta Mannara sulle chiese africane di Castelvolturno in Campania, un’esperienza contemporanea ed emblematica dell’evangelismo pentecostale degli immigrati africani .
E alla fine di questi saggi che conclusione si può trarre? Di certo la positiva, ma non sempre diffusa, consapevolezza che non solo è esistito un meridione evangelico , fatto di chiese e di opere, ma che è anche esistito e si è sviluppato uno specifico meridionalismo evangelico , fatto di proposte, di predicazioni , di analisi e di visioni originali , volto a diffondere e a produrre il rinnovamento spirituale delle coscienze individuali e collettive .