Scherzi della memoria. Nikolaina Gschlössl, teologa indomita

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Il 20 gennaio 1989, a Neusäss, presso Augusta, muore la teologa tedesca Nikolaina Gschlössl. Nata a Colonia nel 1898, studiò all’Università di Marburg (tra i suoi compagni di corso c’era Paul Tillich) e si diplomò nel 1927. Lavorò come vicaria a Colonia, con il pastore Georg Fritze (seguace del socialismo religioso): era il massimo a cui una donna potesse arrivare, Come ebbe a scrivere in un articolo, il vicariato non era che «una fatica e un tormento quotidiano che, a lungo andare, uccide anche il più grande entusiasmo per la professione».

 

Il Concistoro non gradì le critiche, retrocesse Gschlössl alla mansione di insegnante di religione, alle dipendenze del Municipio. Nel 1930, con altre sette donne, Gschlössl fondò l’Associazione delle teologhe evangeliche, che aveva come programma il pieno accesso delle donne a tutti i ministeri della chiesa. Iscritta al Partito socialdemocratico (Spd), si accorse ben presto della pericolosità del nazismo e lo combatté con forza, dentro e fuori la chiesa, definendolo un falso vangelo di arroganza razziale e glorificazione del militarismo.

 

Il 30 settembre 1933 il sindaco di Colonia la licenziò, perché, durante una lezione, aveva fatto «commenti inappropriati sul Cancelliere del Reich e si era espressa sulla questione ebraica con totale mancanza di comprensione della prospettiva nazionale». Per quattro anni lavorò come governante per una famiglia di medici ebrei e solo nel 1938 fu assunta come assistente sociale, alle dipendenze del pastore Hans Encke, attivo nella Chiesa confessante. Qui fu responsabile, tra le altre cose, della tutela, della cura e dell’assistenza dei prigionieri nel carcere di Klingelpütz.

 

Dopo la fine della guerra, Gschlössl assunse la direzione dell’insegnamento religioso nelle scuole professionali di Colonia, in una situazione in cui si doveva ricostruire e ripartire da zero. Ricevette molti elogi per la sua azione, ma l’ammissione delle donne al pastorato arrivò solo nel 1963, per lei ormai tardi.