Fiducia

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto “fiducia” come parola dell’anno 2025, evidenziando l’importanza di un concetto fondamentale per la vita sociale e personale 

 

Il nuovo anno si apre tra incertezze geopolitiche e preoccupazioni sociali che ci sembrano inedite. Siamo ancora colpiti – tutti e tutte – dalla tragedia avvenuta in Svizzera a Crans-Montana e l’inizio dell’anno è stato segnato da altre terribili notizie sulla scena internazionale, tra guerre e inaudite violazioni ricorrenti del diritto internazionale in diverse parti del mondo – che sono rimbalzate sui nostri cellulari, tra messaggi e commenti che si alternano alle conversazioni tra amici e parenti, così ricorrenti in queste vacanze natalizie.

 

E così martedì 6 gennaio al concerto “Sogni e visioni della musica da film” (con Bruno Gambarotta, voce narrante, Elena Cornacchia, flauto, Giorgio Costa, pianoforte), nel tempio valdese di San Giovanni, la pastora Elisabeth Loeh ci ha ricordato quanto sia importante la musica non per distrarsi o dimenticare le tragedie che ci circondano, ma per ricevere fede e speranza in un mondo migliore – ancora e sempre possibile – perché anche nel dolore occorre ricominciare a vivere. Dal Mozart di “Amadeus” a “Yesterday” dei Beatles, da “Forrest Gump” a “Schindler’s List” al “Titanic” (si ricordi la celeberrima “My heart will go on”), da “Mission” e “Cinema Paradiso” con musiche di Ennio Morricone per concludere con musiche di Nino Rota, la serata è scivolata tra forti emozioni.

 

Nelle ore immediatamente successive al rogo di Crans-Montana si sono attivati diversi ospedali, sia in Svizzera che in Italia, facendo tutto il possibile per prendere in carico i gravissimi feriti – tutti giovani – e i parenti delle vittime. “Non disperazione ma fiducia” ha affermato alle agenzie di stampa la dottoressa Valeria Terzi che dall’ospedale di Niguarda è stata inviata a Crans-Montana per assistere i parenti delle vittime. Tutto merito dello scouting. Ha infatti spiegato che si tratta di mettere in piedi immediatamente nell’emergenza un team multidisciplinare con medici, infermieri e psicologi, in grado di coordinarsi tra di loro e con i colleghi sul posto. Occorre censire i bisogni e condividere informazioni, con professionalità ed efficacia, cioè: non lasciare solo nessuno, distinguere tra simpatia (che privilegia chi è simile o chi si conosce già) e empatia (che si relaziona con chi non si conosce o chi è diverso), mantenere la giusta distanza o vicinanza emotiva. In una parola fiducia.

 

E fiducia è anche la parola dell’anno scelta da Treccani. Che è l’opposto dello strapotere dell’individualismo e della prepotenza (così ben rappresentata a livello internazionale dai potenti del mondo). Non è che in passato non ci fossero violenze e difficoltà. Basta leggere le lettere delle nostre nonne durante la seconda guerra mondiale per ritrovare tutta la paura e la preoccupazione dei tempi difficili, ma in quelle parole, spesso accompagnate da un versetto biblico, si trovava anche l’intenzione e la capacità di opporsi al male, attraverso la fiducia.

 

È una parola antica, dal latino fides che significa “aver fede, confidare, affidarsi”, ricorre nella letteratura latina e nella tradizione medievale, è sinonimo di affidamento, confidenza, fedeltà, fede, responsabilità e speranza. È concetto fragile, incline al tradimento, ma fondativo del patto con gli altri e del cammino che ne deriva tra crisi, dubbi e suoi superamenti. Non si tratta soltanto di un sentimento che intercorre tra due persone, ma diventa una pratica quotidiana condivisa che nutre il vivere insieme, sia a livello comunitario che nella società. Ci vuole impegno e perseveranza.

 

In un mondo sempre più divergente, che fa fatica a contenere i conflitti affinché non siano troppo distruttivi, a partire dalla difesa del diritto internazionale, o a usare la diplomazia delle parole per dirimere le incomprensioni, è più che mai necessario chiedersi come agisce la fiducia nelle nostre relazioni sociali. Perché fiducia significa rapporti con gli altri, apertura al futuro in un ordine simbolico che rende possibile la vita collettiva e il reciproco riconoscimento nonostante l’instabilità del mondo (https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/fiducia-credere-nell-altro-per-abitare-il-futuro.html).