Rosanna Ciappa, una eredità ancora viva
Un incontro delle chiese evangeliche napoletane ha ricordato la studiosa a quasi undici anni dalla scomparsa
«Un momento di festa». Così il pastore Pawel Gajewski ha introdotto il convegno Tra evangelismo meridionale e modernismo cattolico, promosso sabato 17 ottobre dalla Chiesa cristiana del Vomero, dalla chiesa metodista di Napoli e Diaspora e dalla chiesa valdese di Napoli – via dei Cimbri. Una festa nel senso più autentico: ritrovarsi, condividere ricordi e riconoscere il bene seminato da chi ha lasciato una traccia profonda nella vita delle persone e delle comunità.
Al centro dell’incontro, Rosanna Ciappa (1945-2015), storica del cristianesimo, docente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, impegnata nella vita delle chiese evangeliche, nel dialogo ecumenico e nella difesa di una scuola laica e pluralista. Ma soprattutto una donna della cui competenza e statura morale le testimonianze hanno restituito un ritratto ricco di umanità, riservatezza, umiltà e attenzione agli altri.
Il contributo di Luciano Cirica ha ripercorso gli studi di Ciappa sull’evangelismo meridionale e il suo modo di fare ricerca, attento alle specificità storiche, sociali e culturali del Mezzogiorno. Una prospettiva che riconosceva il legame inscindibile tra annuncio del Vangelo e promozione umana e sociale: la predicazione, la diaconia e la capacità delle chiese di denunciare le ingiustizie e alimentare la speranza sono dimensioni di un’eredità che parla ancora al presente. A dare profondità a questo quadro è stata anche la testimonianza del professor Giorgio Jossa, suo docente alla Federico II, che ha condiviso il ricordo di una studiosa di grande competenza e di una collaboratrice leale, capace di coniugare il valore della ricerca scientifica con la discrezione e l’affidabilità nelle relazioni quotidiane.
Il prof. Giancarlo Rinaldi ha richiamato lo stile personale con cui Ciappa sapeva tenere insieme impegno intellettuale e fede. La professoressa aveva dedicato una parte fondamentale dei suoi studi alla figura di Alfred Loisy, celebre teologo e storico francese, tra i principali esponenti del modernismo cattolico, e alla crisi modernista. Una ricerca approfondita e preziosa, che meriterebbe di essere ripresa e valorizzata per riscoprire la complessità di una stagione cruciale della storia del cristianesimo. Rinaldi ha ricordato anche gli studi di Ciappa su Giuseppe Gangale, in particolare sul rapporto tra predicazione e diaconia.
Accanto alla studiosa è riemersa la donna. Rinaldi, condividendo il ricordo di una visita della collega ricevuta in un momento difficile della propria vita, gesto concreto di vicinanza e solidarietà, ha concluso il suo intervento con le parole: «Ha camminato fra noi, facendo del bene».
Il past. Luca Anziani, presidente del Comitato permanente dell’Opcemi e del Centro di documentazione metodista, ha sottolineato il valore di una generazione che ha saputo essere evangelica e meridionale con uno sguardo ampio, senza rassegnarsi a considerare il Sud una terra senza speranza. Un’eredità da raccogliere e trasmettere alle nuove generazioni.
Nella seconda parte, condotta dalla pastora Letizia Tomassone, sono emerse altre tessere del ritratto. Elisabetta Wurzburger ha ricordato l’impegno nell’Associazione “31 Ottobre per una scuola laica e pluralista” e l’umiltà con cui Ciappa affrontò il percorso per diventare predicatrice locale: pur con la sua solida formazione accademica, studiò e sostenne gli esami previsti, fino a conseguire il diploma. Salvatore Cortini ha invece riportato l’attenzione sul legame e vicinanza di Rosanna alle attività del Centro sociale Casa Mia – Emilio Nitti, nel quartiere napoletano di Ponticelli. Ne ha ricordato la capacità di ascolto, l’empatia e l’interesse autentico per le persone e per le iniziative contro l’emarginazione.
Ad arricchire l’incontro è stata anche la presenza dei figli Raffaele e Luisa, arrivata da Torino per l’occasione insieme alla giovane figlia Elena. La loro partecipazione ha reso ancora più tangibile il legame tra la memoria pubblica di una studiosa e la storia personale e familiare di una donna amata. L’atmosfera, fatta di ascolto, commozione e partecipazione, ha confermato il senso di quel «momento di festa» evocato in apertura. Anche il buffet finale ha prolungato l’incontro in modo semplice e conviviale, offrendo ai presenti l’occasione di continuare a raccontarsi ricordi e condividere ciò che Rosanna aveva rappresentato nella vita di ciascuno.
Non soltanto ricordare, dunque, ma approfondire e rilanciare i temi ai quali Ciappa ha dedicato il suo lavoro. Perché la sua eredità non risiede solo negli studi e nelle ricerche, ma anche in un modo di vivere la fede, la cultura e la responsabilità civile con rigore, generosità e attenzione concreta alle persone. Una presenza che, a quasi undici anni dalla sua scomparsa, continua a parlare all’evangelismo e alla città di Napoli.