La Buona novella. Un’antica, tenace idea di sport

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

Nell’immaginario collettivo la parola “Filadelfia”, per chi ama o conosce il calcio, significa una cosa sola. Forse alcuni tifosi non granata storceranno un po’ il naso a leggere queste righe (e a dir la verità anche molti tifosi del Toro, visto le vicissitudini attorno a questo impianto) ma sta di fatto che lo stadio che ha ospitato il Grande Torino è un simbolo.

 

Simbolo di una passione e di uno sport molto lontani da ciò che è diventato il calcio oggi (con tutti gli scandali a esso collegati); costruito in appena cinque mesi (cinque!) nel 1926, ha quindi compiuto 100 anni. Peccato però che dopo il passaggio dei granata al “Comunale”, il “Fila” iniziato il suo lungo percorso di declino.

 

Più volte è stato sul punto di diventare altro, di cambiare la sua destinazione urbanistica, ma grazie alla tenacia, soprattutto dei tifosi granata, è rimasto un campo da calcio, una volta in mezzo alle cascine dell’estrema periferia torinese, oggi perfettamente integrato in Borgo Filadelfia; ed è diventato un centro sportivo dove il Torino ha trovato casa per allenamenti e giovanili.

 

Rimangono ancora, a eterna memoria, pochi pezzi di tribuna, in stile liberty, un murales ormai sbiadito su un muro di mattoni rossi con su scritto «Popolari laterali militari balilla», figlio del tempo.   E ancora; è interessante vedere come la struttura fosse molto moderna, con il pubblico vicino al campo da gioco, quindi con un’ottima visuale (grande pecca, invece, degli altri due impianti: il vecchio “delle Alpi”, oggi casa della Juventus, e l’Olimpico, entrambi con la pista di atletica).

 

100 anni di Filadelfia, 100 anni di storia. Se vi capita di passare in quella parte di Torino merita una visita per vedere i due pezzi di tribuna superstite che ci ricordano i significati più profondi dello sport. Come attività fisica salutare e come aggregatore sociale.