Ad Assisi per la Pace

A 40 anni dallo storico incontro di preghiera per la pace convocato da papa Giovanni Paolo II nel 1986, Assisi è tornata a essere luogo di incontro e dialogo tra religioni, culture e popoli. Fitta presenza protestante

 

A 40 anni dallo storico incontro di preghiera per la pace convocato da papa Giovanni Paolo II nel 1986, Assisi è tornata a essere luogo di incontro e dialogo tra religioni, culture e popoli. Dal 25 al 27 ottobre 2026, la città di San Francesco ha accolto donne e uomini di fedi diverse, uniti dalla ricerca di nuove vie di pace.

L’Incontro internazionale per la pace “Pace disarmata e disarmante – Unarmed and Disarming Peace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, ha riunito rappresentanti delle grandi religioni, del mondo della cultura, della società civile e delle istituzioni per confrontarsi sulle sfide più urgenti del nostro tempo.

 

«La pace è possibile perché è stata possibile». È il messaggio lanciato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Incontro, il 6 ottobre a Roma.

 

Impagliazzo ha ricordato il significato dello “Spirito di Assisi”, nato nel 1986 quando Giovanni Paolo II riunì i rappresentanti delle religioni mondiali per pregare per la pace, «non più gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto agli altri». Da allora Sant’Egidio ha raccolto quell’eredità, promuovendo ogni anno incontri internazionali di dialogo e preghiera.

In un mondo segnato da guerre, nazionalismi e crisi del multilateralismo, il dialogo tra le religioni, ha sottolineato Impagliazzo, «crea amicizia, crea legami» e «libera dalla paura dell’altro». Un cammino che in quarant’anni ha contribuito a costruire relazioni e ad accompagnare processi di riconciliazione in diverse parti del mondo.

 

All’Incontro hanno partecipato rappresentanti delle religioni, delle culture e delle istituzioni provenienti da 53 Paesi, con un programma articolato in 24 forum tematici. L’evento ha coinvolto migliaia di partecipanti.

 

L’Assemblea inaugurale si è tenuta domenica 25 ottobre, nel pomeriggio, presso UmbriaFiere a Bastia Umbra. Nelle giornate successive, forum e tavole rotonde hanno affrontato i principali temi dell’attualità internazionale: i conflitti, il disarmo nucleare, le migrazioni, la democrazia, l’ambiente, le nuove tecnologie e il ruolo delle religioni nella costruzione della pace.

 

Martedì 27 ottobre, dopo le preghiere per la pace, celebrate secondo le diverse tradizioni religiose, i leader si sono ritrovati nella Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco per la cerimonia conclusiva e un messaggio di pace rivolto al mondo.

 

Presenti anche i vertici del Consiglio ecumenico delle chiese (vescovo Heinrich Bedford-Strohm), del Consiglio metodista mondiale (Reynaldo Ferreira Leão Neto), della Federazione luterana mondiale (vescovo Henrik Stubkjær).

 

Per la Federazione delle chiese evangeliche in Italia era presente il pastore Daniele Garrone, che ha partecipato a un panel dal titolo  “La questione migratoria: occidente e democrazie alla prova”.