Burnham è davvero il primo premier cattolico d’Inghilterra

Secoli di restrizioni e pregiudizi istituzionali hanno fatto sì che i cattolici non raggiungessero alte cariche politiche fino a tempi relativamente recenti

 

Il nuovo premier inglese Andy Burnham, in carica dal 20 luglio  è davvero il primo cattolico della storia a ricoprire tale ruolo?

Secoli di restrizioni successive alla Riforma inglese, e pregiudizi istituzionali, hanno fatto sì che i cattolici non raggiungessero alte cariche politiche fino a tempi relativamente recenti, e la nomina di Burnham a questo ruolo segna un cambiamento epocale.

 

Alcuni potrebbero sostenere che gli ex primi ministri Tony Blair e Boris Johnson abbiano preceduto Burnham in questa posizione. Tuttavia, Blair si convertì al cattolicesimo, la fede di sua moglie e dei suoi figli, dopo aver lasciato l’incarico. Molti osservatori ipotizzarono che non lo avesse fatto prima perché ciò avrebbe potuto influenzare i delicati negoziati sull’Accordo del Venerdì Santo in Irlanda del Nord. Johnson, battezzato cattolico, aveva abbandonato la Chiesa cattolica per unirsi alla Chiesa d’Inghilterra.

 

La legge tuttora decreta che coloro «che professano la religione papista» non possono «possedere o godere della Corona e del Governo di questo Regno», una norma che risale alla separazione dell’Inghilterra da Roma durante il regno di Enrico VIII, che portò alla creazione della Chiesa d’Inghilterra. Dopo una breve parentesi con la cattolica Maria I, che nominò un cattolico al ruolo di primo ministro della corona – come veniva chiamata all’epoca la massima carica del Paese, oltre 500 anni fa – la Chiesa d’Inghilterra si radicò pienamente nella vita della nazione come chiesa ufficiale sotto Elisabetta I.

 

Ancora oggi, durante la sua incoronazione, il monarca si impegna a difendere la religione protestante. E secondo un rapporto del Parlamento britannico , se il primo ministro è cattolico, alcuni incarichi legati a nomine della Chiesa d’Inghilterra devono essere delegati a un altro ministro del governo appartenente a tale confessione religiosa.

 

Come ben spiegato su “Il Giornale” con il Roman Catholic Relief Act del 1829,  il Parlamento britannico eliminò gran parte delle discriminazioni civili che da secoli colpivano i cattolici. Il provvedimento rappresentò una svolta storica, consentendo ai cattolici di sedere in Parlamento e di accedere alla maggior parte delle cariche pubbliche. Tuttavia mantenne alcune limitazioni considerate particolarmente delicate dal punto di vista costituzionale. Tra queste figura il divieto per chi professa la religione cattolica di consigliare il sovrano sulle nomine della Chiesa d’Inghilterra. La legge stabilisce inoltre che chi violasse questa disposizione sarebbe colpevole di un “grave illecito costituzionale” e permanentemente escluso da qualsiasi incarico pubblico. Si tratta di una formulazione che oggi ha soprattutto un valore storico, ma che non è mai stata formalmente abrogata.La particolarità del sistema britannico deriva dal fatto che la Chiesa d’Inghilterra è la Chiesa ufficiale dello Stato. Il sovrano ne è il Governatore Supremo e, sul piano formale, nomina gli arcivescovi, i vescovi e alcune altre figure ecclesiastiche di rilievo. Nella pratica, però, queste decisioni non vengono assunte personalmente dal Re, che agisce seguendo il consiglio del Governo. Proprio qui entra in gioco la limitazione prevista dalla legge del 1829; un Primo Ministro cattolico non può essere il soggetto che fornisce quel consiglio al sovrano. La restrizione riguarda esclusivamente questo specifico ambito e non limita in alcun modo le altre funzioni del capo del Governo.

 

Sono arrivati prima premier di altre religioni e confessioni. Benjamin Disraeli (primo ministro nel 1868 e 1874-1880) nacque in una famiglia ebraica ma fu battezzato nella Chiesa d’Inghilterra all’età di 12 anni.

Margaret Roberts, che dopo il matrimonio si farà chiamare Tatcher, è nata metodista, convertita  all’anglicanesimo dopo le nozze nel 1951.

Più di recente è presbiteriano l’ex premier dal 2007 al 2010 Gordon Brown, appartenente alla Kirk, la Chiesa di Scozia, come lo era Ramsay MacDonald circa cento anni fa.

Harold Wilson, premier negli anni ’60 del ‘900 era congregazionista.

Rishi Sunak, premier dal 2022 al 2024, è induista. 

 

Un pluralismo certamente più marcato rispetto ad altre nazioni europee, dove le idee tradizionaliste in materia di rappresentanza pubblica sono ancora dominanti. E non soltanto in Italia.

 

 

Foto di Di House of Commons – https://members.parliament.uk/member/1427/portrait, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=195717789