La Buona novella. Chiacchiere alla cassa
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
Dopo le casse veloci arrivano… le casse lente. In realtà non è proprio un’“ultim’ora”, perché l’iniziativa è stata avviata nel 2019, però per quei misteriosi meccanismi dei social network che ti propongono contenuti come se fossero nuovi, qualche giorno fa mi è comparsa questa “buona novella”. Parlandone con i colleghi, e pensando ai destinatari di queste “casse lente”, o meglio Kletskassa perché nascono nei Paesi Bassi, sono subito venute alla mente le esperienze più o meno recenti in cui abbiamo assistito ad anziani incattiviti (dalla vita? dal carovita? dalla noia?) pronti a scannarsi allo sportello della posta o al banco dei polli arrosto al mercato.
Già, perché i destinatari primari, nelle intenzioni della catena di supermercati Jumbo, sono proprio gli anziani, per facilitare la socialità in una fascia d’età che (teoricamente) avrebbe più tempo a disposizione, ma è anche più a rischio solitudine.
L’idea delle “casse lente”, presenti ormai in oltre 200 negozi, rientra in un programma nazionale più ampio, nato dopo una ricerca tra i circa 1,3 milioni di nederlandesi over 75, di cui più della metà ha dichiarato di sentirsi solo.
Avremmo tutti bisogno di “casse lente” nella nostra vita, i lavoratori che vedono la pensione come un miraggio e corrono affannati da un impegno all’altro, e gli ex-lavoratori che quella pensione ce l’hanno, ma per un motivo o per l’altro non riescono a godersela.
E allora, anche se nei nostri supermercati non sono ancora arrivate le casse lente (spero che qualcuno mi smentisca), possiamo concederci ogni tanto un sorriso, uno scambio di battute garbato, una piccola gentilezza a chi è dietro di noi alla cassa. Io lo faccio sempre, anche perché so che cosa vuol dire stare in coda con tre vaschette di gelato da mezzo chilo in braccio che ti gelano il cuore, ma forse te lo gela di più la carenza di senso umano…