L’arcivescova di Canterbury in Israele e Palestina

Una significativa visita di Sarah Mullally in visita alle comunità afflitte da guerre e occupazioni

 

Un viaggio denso di significati e con una agenda fittissima quello compiuto in Palestina e Israele dall’arcivescova di Canterbury Sarah Mullally dal 20 giugno a oggi giovedì 25.

 

Il primo giorno del pellegrinaggio, il 20 giugno, l’arcivescova Mullally e Hosam Naoum, arcivescovo anglicano di Gerusalemme e Primate della Chiesa Episcopale di Gerusalemme e del Medio Oriente hanno visitato strutture sanitarie e progetti sociali gestiti dalla diocesi episcopale (anglicana) di Gerusalemme e da altre organizzazioni cristiane per conoscere il loro lavoro e le numerose sfide che si trovano ad affrontare.

 

Gli arcivescovi hanno visitato il Centro Principessa Basma, un’istituzione della Diocesi Episcopale di Gerusalemme che dal 1964 offre supporto e assistenza integrati ai bambini palestinesi con disabilità. Durante la visita hanno effettuato una videochiamata con l’équipe del Centro Principessa Basma presso l’Ospedale Arabo Al Ahli di Gaza, sostenuto dalla Diocesi di Gerusalemme. Hanno ascoltato il racconto del coraggioso lavoro che l’équipe svolge per prendersi cura dei bambini feriti e traumatizzati dalla guerra a Gaza, operando in condizioni estremamente difficili.

 

In seguito, gli arcivescovi hanno incontrato anche professionisti del settore sanitario e dei servizi sociali presso l’ospedale Augusta Victoria, gestito dalla Federazione luterana mondiale, e la YMCA di Gerusalemme Est, che si occupa di bambini palestinesi provenienti da comunità emarginate, offrendo loro supporto per superare i traumi.

 

Il 21 giugno, gli arcivescovi hanno visitato la chiesa anglicana di San Pietro nella città palestinese cristiana di Birzeit e vi hanno guidato il culto.

 

Nella sua omelia, l’arcivescova di Canterbury ha ringraziato il rettore, Padre Fadi Diab, e la congregazione per la loro ospitalità e ha parlato di come vivere con fede nei momenti di paura, confidando nelle promesse di Cristo e nella speranza cristiana come atto di resistenza.

Dopo un momento di comunione con la congregazione, gli arcivescovi hanno ascoltato le testimonianze di laici e responsabili del ministero femminile riguardo alle loro esperienze a Gaza e in Cisgiordania. Hanno inoltre incontrato il clero ecumenico locale di Birzeit, Ramallah e Taybeh, che hanno parlato delle loro esperienze di ministero nella Cisgiordania occupata, delle loro speranze di giustizia e libertà e della necessità di solidarietà da parte della Chiesa globale.

 

Gli arcivescovi hanno anche fatto visita a Layan Nasir, una donna palestinese anglicana di 26 anni che ha trascorso tre periodi in detenzione amministrativa e in prigione in Israele negli ultimi cinque anni ed è stata finalmente rilasciata nel maggio di quest’anno. I genitori di Layan, Lula e Sami, hanno accolto gli arcivesvoci nella loro casa durante la loro visita a Birzeit dopo la funzione religiosa nella chiesa anglicana di San Pietro, di cui Layan è membro.

 

Mullally ha parlato anche con i genitori di Natalie Abuddayeh, una cristiana luterana palestinese di Beit Jala, arrestata all’inizio di questo mese nel suo appartamento da studentessa a Birzeit e posta in detenzione amministrativa dalle forze israeliane. 

Gli arcivescovi hanno concluso la giornata con una visita al Patriarca armeno di Gerusalemme,  l’arcivescovo Nourhan Manougian, presso il Patriarcato armeno nella Città Vecchia di Gerusalemme. Hanno trascorso del tempo riflettendo sul rapporto tra la Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa armena, sulle sfide che i cristiani affrontano in Terra Santa e sulla necessità di preservare le comunità cristiane autoctone in Palestina e in Israele.

 

Il 22 giugno, gli arcivescovi hanno incontrato padre Nael Abu Rahmoun, vicario della Chiesa di Cristo di Nazareth, e insieme hanno visitato la Christ Anglican School, la più grande scuola di proprietà anglicana,  gestita dalla diocesi di Gerusalemme. La scuola accoglie studenti sia cristiani che musulmani, offrendo uno spazio sicuro per la convivenza e l’apprendimento. Il gruppo ha incontrato gli insegnanti e visitato diverse classi per parlare e cantare con i bambini.

 

Il gruppo ha poi visitato due chiese di Nazareth, luoghi significativi nella storia dell’Annunciazione, quando la venuta di Gesù fu rivelata alla Vergine Maria. Hanno visitato il Pozzo di Santa Maria presso la Chiesa greco-ortodossa dell’Annunciazione, che, secondo alcuni testi apocrifi, si ritiene sia il luogo in cui l’Arcangelo Gabriele apparve per la prima volta a Maria mentre attingeva acqua. Successivamente, il gruppo si è recato alla Basilica cattolica romana dell’Annunciazione, che si pensa sorga sul sito della casa di Maria, dove le fu annunciata la futura nascita del Messia. 

Il gruppo ha visitato le chiese, compresa la Grotta dell’Annunciazione, dove ha anche pregato, prima di concludere la giornata presso la Christ Anglican Church con Padre Nael, il clero locale e i parrocchiani, per un momento di preghiera e riflessione. 

 

Il 23 giugno, Mullally ha visitato Betlemme, dove ha pregato nella Chiesa della Natività e nella Grotta della Natività, il luogo tradizionale della nascita di Gesù. È stata accolta dall’arcivescovo greco-ortodosso, il metropolita Benedictos di Diocesarea.

Più tardi si è recata alla Tenda delle Nazioni, una fattoria didattica ed ecologica di proprietà dell’agricoltore cristiano palestinese Daoud Nasser e della sua famiglia, situata appena fuori Betlemme, nella Cisgiordania occupata. L’arcivescova ha ascoltato la testimonianza di come la fattoria appartenga alla famiglia Nasser da oltre 100 anni e di come i componenti siano impegnati in una lunga battaglia legale per registrare e proteggere la propria terra da quando le autorità israeliane l’hanno dichiarata proprietà statale nel 1991.

Nonostante le difficoltà, la famiglia Nasser continua la propria opera con un impegno per la nonviolenza e la fede, guidata dal principio: “Ci rifiutiamo di essere nemici”.

 

Durante la visita, l’arcivescovo ha piantato un ulivo nella fattoria come simbolo di speranza per la giustizia e la pace. 

 

Leggi anche:

Al-Ahli Arab Hospital: una storia anche nostra

 

 

 

 

Minacciato il progetto di pace “Tenda delle nazioni” in Cisgiordania

 

 

Foto: Lambeth Palace