REFO+ al Roma Pride 2026
Fede, diritti e testimonianza
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Rete REFO+ (Rete Evangelica Fede, Orientamenti e Generi) che sabato 20 giugno 2026 ha partecipato alla 32^ edizione del Roma Pride.
Anche quest’anno la REFO+ (Rete Evangelica Fede, Orientamenti e Generi) ha partecipato al Roma Pride, sfilando insieme all’associazione cattolica Mosaiko e alla Chiesa Episcopale di San Paolo entro le Mura.
La nostra presenza risponde ad un duplice impegno: da un lato testimoniare che né le Scritture, lette con un approccio storico-critico, né Dio condannano alcuna persona per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere
Dall’altro, sostenere tutte quelle rivendicazioni per i diritti che lo Stato italiano continua a non riconoscere.
La partecipazione della REFO+ all’Onda Pride si inserisce in un percorso che portiamo avanti da decenni nelle nostre comunità di fede. La Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi – infatti, già nel 2010, ben cinque anni prima dell’approvazione delle unioni civili, riconosce la benedizione (che nella teologia riformata è equiparata al matrimonio, non essendo quest’ultimo un sacramento) delle coppie dello stesso sesso.
Anche le chiese battiste italiane hanno intrapreso un importante cammino di riflessione e, pur nel rispetto della struttura congregazionalista, l’Assemblea dell’Ucebi (Unione cristiana evangelica battista d’Italia) nel 2016 ha incoraggiato le comunità a essere sempre più inclusive e ad accompagnare con responsabilità e discernimento anche la benedizione delle unioni di coppie LGBTQ+.
Nel dibattito che precedette queste scelte emerse una domanda importante: è giusto che la Chiesa si faccia portatrice di un riconoscimento che lo Stato ancora non prevede? Sedici anni dopo, la nostra risposta resta la stessa: sì. Continuiamo a credere che le chiese possano e debbano essere voce profetica, sostenendo quei diritti che ancora attendono pieno riconoscimento, dal matrimonio egualitario alla genitorialità per tutte e tutti, fino al pieno e reale riconoscimento di ogni identità.
Per questo continuiamo a sfilare durante l’Onda Pride: perché fede, giustizia e diritti non sono realtà in contrapposizione, ma parte di un unico impegno per la dignità di ogni persona in risposta alla chiamata Evangelica.