La Buona novella. “Chiama un Boomer”

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

Fuori da una caffetteria nei pressi della Boston University è stata installata una vecchia cabina telefonica su cui si legge: «Chiama un Boomer» (i boomer sono le persone nate tra il 1946 e il 1964). Ciò che i passanti non sanno è che quella cabina è collegata con un’altra installata in un’area comune di una residenza per anziani a Reno, in Nevada, a oltre 4.000 chilometri di distanza. Lì sulla cabina telefonica c’è scritto invece: «Chiama uno Zoomer» (generazione che raccoglie i nati tra il 1997 e il 2012).

 

Si tratta di un esperimento, ideato da “Matter Neuroscience”, una start-up nel settore della salute mentale focalizzata sulla ricerca scientifica alla base della felicità. L’obiettivo del progetto è colmare il divario generazionale e affrontare la solitudine nei due gruppi che sperimentano i più alti livelli di isolamento sociale: i giovani adulti (spesso chiusi in “bolle digitali”) e gli anziani (spesso single o vedovi, con poche occasioni di incontro). Come dichiarano gli ideatori: «È stato dimostrato che sentirsi soli ha conseguenze peggiori per la salute che non fare esercizio o bere troppo ed è persino peggio di fumare 15 sigarette al giorno. Conversazioni positive invece possono allungare la vita diminuendo i livelli di cortisolo».

 

In un video Instagram diventato virale, si vede la signora April che, sollevata la cornetta del telefono, si collega con la giovane Charlotte, a cui chiede se ha qualche consiglio da darle. Charlotte risponde che secondo lei le persone dovrebbero smettere di usare i telefoni e passare più tempo all’aria aperta per incontrare persone reali. Un ribaltamento dei ruoli che mostra quanto ogni generazione abbia ancora da imparare e condividere con le altre.

 

Una telefonata casuale, dunque, non è solo un ponte tra generazioni, ma può trasformarsi in un piccolo antidoto alla solitudine, capace di restituire benessere e un pizzico di felicità.