La 25ª Convention Ghanese: un quarto di secolo di chiesa insieme
La Giornata si è svolta a Verona, 29 marzo, Domenica delle Palme
Domenica delle Palme, Teatro Nuovo San Michele di Verona. Con il tema «The Word Teaches New Life In Christ» (Giovanni 20, 1-18), la comunità ECI ha celebrato il 25° anniversario della Convention Ghanese, uno degli appuntamenti più significativi del cammino di «Essere chiesa insieme» nelle chiese valdesi e metodiste italiane.
La predicazione, affidata al testo del Vangelo di Giovanni sul mattino di Pasqua, ha posto al centro la figura di Maria Maddalena: prima discepola, prima testimone della resurrezione, donna guarita da Gesù e chiamata per nome a diventare messaggera di vita. La pastora Laura Testa ha tessuto un filo tra il racconto evangelico e le ferite del presente – dalla malattia al lutto, dalla discriminazione alla tratta degli schiavi, sulla quale le Nazioni Unite hanno assunto una posizione storica proprio il 25 marzo scorso. Il messaggio portante era quello della libertà: «Sei libero anche tu dalla morte. Non restare bloccato. Respira, parla, danza, vivi». Una predicazione vigorosa, capace di muoversi con naturalezza tra la profondità teologica e l’immediatezza della comunicazione.
A nome della Tavola valdese ha inviato un messaggio scritto la moderatora Alessandra Trotta, assente per sovrapposizione di impegni istituzionali nell’ultimo anno del suo mandato. Nel saluto ha ricordato di non aver mancato una sola delle sei Convention precedenti a cui ha potuto partecipare, descrivendole come «una grande palestra di esercizio spirituale», e ha riaffermato con forza la convinzione che il cammino interculturale di Essere chiesa insieme costituisca «una precisa vocazione che viene rivolta dal Signore», da continuare ad assumere con determinazione. Ha concluso ha concluso con le parole con cui aveva aperto il suo messaggio: «Eben Ezer, fin qui il Signore ci ha soccorsi».
Un momento particolarmente riuscito è stato quello dedicato ai bambini: circa 60 piccoli dai due ai dodici anni, seguiti dai monitori delle varie scuole domenicali presenti, sono stati coinvolti per due ore consecutive in attività su contenuti spirituali non meno densi di quelli proposti agli adulti. Il gruppo di monitori è stato coordinato e diretto da Elisa Vicentini, della chiesa di Verona, mentre Davide Sfredda ha accompagnato alla tastiera i canti dei bambini. La storia di Zaccheo – l’uomo piccolo che sale sull’albero per vedere Gesù, e che lo sguardo di Gesù non lascia sfuggire – è stata scelta come racconto-guida, con musica e canti in italiano e in inglese, espressione autentica dello stile interculturale di ECI.
Gli spazi, ampi e accoglienti, sono stati messi a disposizione dalla parrocchia di San Michele, non solo il teatro per la celebrazione centrale ma anche le sale adiacenti per il pranzo comunitario a chiusura dei lavori: un gesto di generosità fraterna che ha contribuito concretamente alla riuscita dell’evento. Particolarmente apprezzato è stato l’intervento personale del vescovo di Verona, Domenico Pompili, che – oltre ai saluti affettuosi – ha voluto richiamare il rapporto ecumenico costruito nel territorio, le iniziative condivise e lo spirito fraterno che lega le nostre chiese.
È stata complessivamente una bellissima festa di gioia e preghiera, di canti e testimonianze: più di 300 partecipanti provenienti dalle chiese del Nord Italia, tanti bambini e tanta voglia di testimoniare la fede e una vita insieme sempre più radicata. Come ha ricordato in chiusura il presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi), il pastore metodista Luca Anziani, tra i partecipanti di questa 25ª convention ci sono oggi ragazze e ragazzi che alla prima edizione, venticinque anni fa, non erano ancora nati: figli e figlie di questa forte volontà di essere una chiesa unica e insieme plurale, nelle lingue e nelle tradizioni, unita nella fede nel Dio vivente.
Il prossimo appuntamento è fissato a marzo 2027, a Udine.