La Tua volontà sia fatta!
Un giorno una parola – commento a Luca 22, 42-43
Il Signore manderà il suo angelo davanti a te
Genesi 24, 7
Gesù disse: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta». Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo.
Luca 22, 42-43
I grandi pittori hanno interpretato questo racconto biblico nella sua forza di tragico e di assurdo. Così Mantegna nel 1455 aveva dipinto questa scena con il Cristo sospeso in alto su una rupe, solitario e in preghiera; in basso i discepoli abbandonati al sonno incapaci di saper vegliare con lui.
È importante sottolineare che l’evangelista esalta questo tempo di preghiera di Gesù nella sua tragicità. Tale fatto non deve essere sottovalutato: Gesù è solo senza conforto e senza poter avere risposte alle domande angoscianti di chi sta per essere crocifisso. Lui chiede a Dio una azione importante per la sua vita: allontanare il calice della morte.
Gesù pone questa domanda a Dio per la prima volta in profondo contrasto con l’annuncio dell’amore di Dio. Un tragico contrasto si trova proprio nelle stesse parole di Gesù: nel chiedere di allontanare il calice della morte pone innanzi tutto la volontà del Padre: la Tua volontà sia fatta! Senza condizioni, senza vie di fuga, senza alternative, solo la volontà del Padre pur nella realtà della morte.
Gesù lascia libero Dio nella sua ultima azione e in questa ultima preghiera ogni lettore del vangelo deve poter trovare una risposta alla domanda: quale è la volontà del Padre? Cosa Dio vuole veramente? Perché la risposta deve essere la croce e non la gloria? La risposta è nella nostra volontà di accogliere la croce di Gesù non come simbolo sacro, ma come dono immenso del suo amore per noi e per il mondo. Amen.
Immagine: Andrea Mantegna, Orazione nell’orto (1455), National Gallery, Londra