La corsa che ci rende testimoni

La partecipazione delle chiese metodiste e valdesi alla Maratona di Roma

 

«Corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta».

Ebrei 12,1

 

L’immagine della corsa, presente nella tradizione biblica, offre una chiave di lettura significativa per l’iniziativa che ha visto ieri coinvolte anche alcune realtà delle nostre chiese nella Run4Rome, la staffetta di beneficenza che attraversa la città in occasione della Maratona di Roma.

 

Dopo la prima esperienza dello scorso anno, da parte di quattro membri della Tavola Valdese, abbiamo pensato di dare questa possibilità a gruppi delle nostre chiese: erano presenti otto squadre valdo-metodiste, provenienti da diverse regioni (dalle Valli Valdesi alla Toscana, dal Veneto fino alla Calabria) e una battista, con una spiccata dimensione intergenerazionale (dai minorenni fino agli ultra settantenni). Una partecipazione ancora contenuta, rispetto alle oltre milleduecento squadre iscritte, ma che assume il valore simbolico di rendere visibile, in uno spazio pubblico e condiviso, una presenza protestante che si muove insieme.

 

La formula della staffetta, più che quella della gara individuale, richiama in modo immediato una dimensione comunitaria. Nessuno corre l’intero percorso da solo: ogni partecipante affronta un tratto, per poi consegnare il testimone a un altro. Il risultato finale dipende dalla continuità del passaggio, dalla fiducia reciproca, dalla capacità di mantenere saldo il movimento.

In questa dinamica si può cogliere un’immagine efficace della vita delle chiese. La fede non si esaurisce nell’esperienza individuale, ma si costruisce e si trasmette nel tempo, attraverso relazioni, responsabilità condivise, passaggi tra generazioni. La “schiera di testimoni” evocata nel testo biblico non appartiene soltanto al passato, ma si rende visibile anche oggi nelle pratiche quotidiane delle comunità.

 

La presenza evangelica alla Run4Rome si inserisce così in una forma di testimonianza discreta, non legata a parole o dichiarazioni, ma a una partecipazione concreta. Un modo semplice per abitare lo spazio pubblico, mettendosi accanto ad altri, condividendo un’esperienza comune.

Significativo è stato anche il percorso di avvicinamento all’evento, pubblicizzato a partire dal Sinodo 2025, che è culminato nella cena del sabato precedente la gara: una spaghettata offerta dalla Chiesa Metodista di Ponte S. Angelo, completata dai prodotti tipici portati dai partecipanti e da altre sorelle e fratelli delle chiese di Roma.
È stato un bellissimo momento di condivisione, non solo per le esigenze di coordinamento logistico, ma soprattutto per l’occasione di conoscersi e di raccontarsi le motivazioni che hanno condotto alla partecipazione a questo evento, prima di distribuirsi nelle case di chi ha dato accoglienza o in albergo.

 

Sarebbe bello proseguire su questa strada e nei prossimi mesi si faranno le opportune valutazioni sulla formula che si potrà adottare in futuro, anche in ottica di sostenibilità e di concreta collaborazione dei partecipanti, individuando le forme più efficaci di comunicazione della presenza protestante.

 

 

Foto di Tommaso Scicchitano

 

Da www.chiesavaldese.org