Dio è l’unico Salvatore
Un giorno una parola – commento a Isaia 43, 11
Io, io sono il Signore, e fuori di me non c’è salvatore
Isaia 43, 11
Gesù dice: «Io e il Padre siamo uno»
Giovanni 10, 30
Il brano in cui troviamo questa importante dichiarazione di Dio, raffigura forse un’aula di un tribunale. Qui si presentano diversi poteri divini perché un giudice stabilisca contro dubbio chi sia il vero e unico Signore. Così immaginiamo che molti dèi presentano testimoni autorevoli a sostegno della loro pretesa di autorità unica; il Dio di Israele presenta come testimoni il popolo con il quale a suo tempo firmò un patto, anche se quel patto verrà rotto e Israele sarà un popolo dal “collo duro”!
Chi sono i testimoni di Dio che possono sconfiggere tutti gli dèi stranieri e che dichiarano che Dio è l’unico vero Signore? Forse un popolo di operatori di giustizia? Forse gente che ascolta la parola del vero Dio per obbedire prontamente? La pretesa di unicità della signoria del Dio d’Israele è sostenuta da coloro che mancano di forza e di verità, subito pronti a dimenticare i doni ricevuti per accogliere l’autorità di altri signori e avere un benessere sicuro.
Nell’aula del nostro tribunale Dio si presenta con testimoni fragili; essi sono tali perché Dio vuole essere riconosciuto nella debolezza umana; in questa debolezza trionfa solo l’amore di Dio. Ecco perché senza questo Signore non vi potrà mai essere salvezza e neppure un cammino nella vera vita. Solo quando noi siamo i dimenticati e gli esclusi dal potere del successo, allora Dio è veramente l’unico e fuori di lui non vi è alcun Dio.
Ricorda l’antica confessione di fede d’Israele: “Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro Dio, è l’unico Eterno” (Deuteronomio 6, 4) Una dichiarazione che di tempo in tempo dobbiamo ricordare anche noi per rendere onore e gloria al nostro Signore. Amen.