Essere parte del piano di Dio

Un giorno una parola – commento a Deuteronomio 32, 39

 

 

Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e nessuno può liberare dalla mia mano

Deuteronomio 32, 39

 

Gesù pregava: “Padre, hai dato a tuo figlio autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati”

Giovanni 17, 1.2

 

 

Un detto popolare recita: “Non si muove foglia che Dio non voglia”. La saggezza popolare insegna, dunque, che anche il più piccolo evento, anche la più insignificante delle cose che avvengono è sotto il controllo di Dio: in suo potere e sottoposto al suo giudizio.

Un pensatore anarchico russo del secolo diciannovesimo affermava: “Se Dio è, l’uomo è schiavo; ora, l’uomo può, deve essere libero: dunque Dio non esiste” (Mikhail Bakunin Dio e lo Stato). La libertà dell’uomo passa, secondo questa prospettiva, per la negazione di Dio oltre che, naturalmente, dello stato.

 

Come credenti, questa affermazione ci disturba un po’, ma può essere spunto di riflessione. In verità, non tanto Dio, quanto la religione, quando sia alleata del potere o è essa stessa potere, diventa oppressione e non liberazione. Sapere, invece, che la mia vita si dipana sotto lo sguardo di Dio, che il Signore è al mio fianco, mi aiuta, mi sostiene, mi guida e mi salva, mi dà una sensazione positiva e tranquillizzante di libertà.

 

Alternativa a servire Dio, infatti, non è la libertà, ma essere schiavo di avvenimenti che non posso sempre controllare, di un destino che non conosco né in bene né in male. La fortuna è cieca; io preferisco lo sguardo di Dio. Essere parte del piano di Dio, che, anche se non sempre riesco a comprendere, so essere buono e giusto per me, mi dà la certezza che il Signore vuole e fa il mio bene, proprio come insegna Paolo: Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Arrivato a questo punto del mio cammino, posso confermare, parlando per me, che quello che l’apostolo dice è vero. Nella consapevolezza di appartenere a Cristo, e in Cristo a Dio, posso guardare alla fine della vita con uno sguardo diverso: oltre il buio della morte non mi aspetto il nulla definitivo ma una nuova vita, iniziata già qui ed ora, che vivrò alla eterna luce di Dio. Amen.