La storia è custodita nelle mani di Dio
Un giorno una parola – commento a Apocalisse 4, 11
La mia mano ha fondato la terra, la mia destra ha spiegato i cieli; quando io li chiamo, si presentano assieme
Isaia 48, 13
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e furono create
Apocalisse 4, 11
Il capitolo 4 del libro di Apocalisse è come una soglia: non racconta ancora l’evento decisivo, ma prepara lo sguardo. Giovanni viene introdotto nella sala del trono celeste, dove tutto è pronto per ciò che sta per accadere. L’azione vera e propria appartiene al capitolo seguente, quando apparirà il libro sigillato che dovrà essere aperto perché la storia giunga al suo compimento. Solo una figura sarà degna di spezzarne i sigilli e mettere ogni cosa in movimento.
E quando essa appare, la sorpresa è totale. Il potente «leone di Giuda» si rivela un agnello immolato, «in piedi come sgozzato». Nel cuore della gloria non compare un eroe trionfante, ma una vittima. È questa la rivelazione decisiva: nei cieli più alti l’autorità non appartiene alla forza, ma all’amore ferito. Il capitolo 4 diventa così un cammino silenzioso verso questa scoperta inattesa.
Comunque, le immagini evocano le visioni di Ezechiele, Isaia e Zaccaria e si inseriscono in una lunga tradizione spirituale. Nulla cade dal cielo all’improvviso: la visione parla un linguaggio già conosciuto, capace di orientare chi ascolta.
Questa scena grandiosa compie però qualcosa di essenziale: sposta il centro del mondo. La nostra realtà, che tendiamo a percepire come assoluta, viene relativizzata. Il racconto inizia in un centro luminoso che diventa il vero punto di riferimento della storia. La nostra vita non sostiene da sola il peso del mondo: tutto trova il suo ancoraggio altrove, in una sorta di decentralizzazione del nostro destino.
Scritta in tempo di persecuzione, l’Apocalisse parla attraverso un linguaggio segreto, simboli che donano coraggio. Anche noi possiamo entrare in questa visione e lasciarci sostenere da essa: la storia non è nelle mani del caos, ma custodita da Colui che regna, anche quando sulla terra intorno a noi molto sembra vacillare. Che possiamo prendere forza e coraggio da queste parole in questo tempo incerto, anche di fronte agli attacchi e alle violenze che scuotono il Medio Oriente in questi giorni. Possiamo avere fiducia viva in Colui che sta all’inizio e alla fine della nostra storia. Amen.