La Buona novella. Due buone notizie
La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie
Con l’espressione «strategia della tensione» si intende un preciso segmento della storia italiana che si sviluppa tra il 1965 e il 1975 e che si è propagato sino ai primi anni ‘80. In quei quindici anni di tensione l’Italia registrò stragi efferate, attentati, sequestri, scontri violenti. Ma cosa sanno le giovani generazioni di quel periodo? Perché è importante parlarne oggi?
«Oggi ci documentiamo grazie ai nostri smartphone, grazie ai social media, ma la storia del Novecento che studiamo a scuola ci interroga», ha ricordato una studentessa di Settimo Torinese (To) al termine dell’incontro promosso da «Io so – Inchiesta sulla Strategia della Tensione», progetto nato in seno alla redazione del nostro giornale, Riforma – Eco delle valli valdesi che seppe accogliere una sfida lanciata – prima della pandemia di Covid 19 – dal politologo Davide Rigallo e da alcune associazioni del torinese: l’Associazione culturale «Terra Terra», «Zonafranca – Spazi interculturali Ets», il Circolo Articolo 21 Piemonte. Un progetto ambizioso, e un po’ agé, datato, pensammo allora, ma necessario, tanto che, dopo una serie di azioni fortunate, l’iniziativa, vede oggi il sostegno prezioso dell’Associazione familiari caduti vittime di Piazza Loggia e dell’Otto per mille della Chiesa valdese.
«Negli ultimi anni, a causa della rapida esplosione delle piattaforme digitali che non prevedono filtri di controllo e che consentono a chiunque di pubblicare contenuti in Rete il fenomeno delle fake news è cresciuto e minaccia sia le fondamenta della democrazia sia il ruolo di molte organizzazioni», ha chiosato uno studente. La bella notizia e che oggi i giovani s’interrogano e ci interrogano. Il loro giudizio critico è un segno tangibile di speranza per il futuro. Martedì 24 febbraio «Io So» è approdato al Collegio valdese di Torre Pellice (To), un’altra buona notizia.