Regeni fa cose…
La sete di giustizia è più forte della paura
Il processo per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni (il ricercatore friulano trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016) è ripreso ieri, 24 febbraio, a Roma dopo la sospensione avvenuta ad ottobre.
«Nell’udienza di ieri – si legge su Articolo 21.org – è stato nominato un consulente per le difese e affidata una perizia per tradurre due verbali di interrogatorio dall’arabo all’italiano, con 90 giorni concessi al perito che ha operato dietro un paravento per motivi di sicurezza».
L’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Regeni, ha evidenziato difficoltà nel trovare un consulente egiziano a causa del clima di paura: «I quattro 007 egiziani imputati – si legge ancora su Articolo21.org –, tra cui il generale Sabir Tariq e i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – rispondono di sequestro di persona pluriaggravato, con uno anche di concorso in lesioni e omicidio».
Il processo è proseguito grazie alla pronuncia della Consulta che ha risolto questioni su immunità e diritto di difesa: «Abbiamo fiducia, ce l’abbiamo da sempre», hanno dichiarato Claudio Regeni e Paola Deffendi al termine dell’udienza, definendola «interlocutoria», ma comunque un passo avanti verso la verità. I genitori, con l’avvocata Ballerini, continuano la battaglia per giustizia nonostante le tensioni diplomatiche con l’Egitto. Come sempre presente in Piazzale Clodio la scorta mediatica con il “popolo giallo”, Articolo 21 e numerosi giornalisti.
Il calendario delle prossime udienze
8 giugno 2026: Contraddittorio tra le parti e esame del perito in aula.
23-24 giugno 2026: Requisitoria del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco con richieste, nell’aula bunker di Rebibbia.
13-14 luglio 2026: Interventi delle difese degli imputati.