Benedire Dio
Un giorno una parola – commento a Salmo 66, 8-9
Benedite il nostro Dio, o popoli, e fate risuonare a piena voce la sua lode!
Egli ha conservato in vita l’anima nostra e non ha permesso che il nostro piede vacillasseSalmo 66, 8-9
Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di avere tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, affinché di un solo animo e di una stessa bocca glorifichiate il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo
Romani 15, 5-6
Care lettrici, cari lettori, sembra che più siamo diventati interconnessi, più rischiamo però di ritrovarci isolati, come evidenziano i recenti provvedimenti di alcuni paesi che vietano i social ai minori. Allo stesso tempo si nota il bisogno naturale espresso dalla cosiddetta identità sociale, ovvero la tendenza a identificarsi in gruppi (“ingroup”) con caratteristiche salienti e ad opporsi ad altri gruppi (“outgroup”) in un gioco di contrasti. Questo è del tutto fisiologico, se non che in tempi di incertezze (uso apposta il plurale) come appaiono i nostri, il bisogno di vivere in una rete sociale con sentire e obiettivi comuni, che secondo una teoria della psicologia sociale si verifica proprio sulla spinta della “riduzione dell’incertezza”, rischia di assumere tonalità estreme. Va da sé che anche le figure di leader che rappresentano al meglio le aspettative del gruppo, rischiano di accentuarsi in toni autoreferenziali e combattivi.
Nella Bibbia la dinamica tra io-noi e voi, tuttavia è più sfumata. Lo vediamo in diverse espressioni: dai sofferenti posseduti che si rivolgono a Gesù al plurale in una frantumazione di personalità sino a divenire “legioni”, al profeta che porta il destino e la missione del suo popolo sino a identificarsi con esso in una figura messianica; o pensiamo allo stesso nome di Dio al plurale Elohim, come a suggerire un’alterità che esplode ogni categoria logico-grammaticale.
Il salmista invita tutti i popoli, gli altri, a benedire il Dio nel quale si identifica egli con i suoi connazionali. Perché lo stupore e la gratitudine per quel Dio che si è legato strettamente ai suoi che si è scelto e ha camminato al loro fianco in tante circostanze, non è una prerogativa esclusiva. Dio è tale perché è il Creatore di ogni forma, vicino e “nostro” in quanto totalmente altrui. Amen.