Dio perdona i nostri peccati

Un giorno una parola – commento a Isaia 44, 22

 

 

Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho riscattato

Isaia 44, 22

 

 

Voi sapete che egli è stato manifestato per togliere i peccati; e in lui non c’è peccato

I Giovanni 3, 5

 

 

La parola chiave del ravvedimento, la grazia di Dio, sta all’inizio o alla fine del nostro percorso di fede? Nella nota parabola sul “figlio prodigo”, il pentimento sembra d’essere la parola finale che parla della sua decisione di ritornare alla casa del padre. Così sembra. In realtà, le parabole del regno raccontano in primis qualcosa su Dio e del suo atteggiamento. Il regno che Gesù annuncia è “di Dio”, non degli esseri umani. Il regno di Dio è simile al Padre della parabola sul figlio prodigo, come afferma Aldo Comba: “Come questo padre, così è Dio, che ama le sue creature, ama il popolo emarginato e oppresso della Palestina sottoposta a sfruttamento coloniale dai romani, lo ama di un amore intenso, forte e insolito”.

 

In questo sta la nostra salvezza, il nostro cambiare strada qui ed oggi: mettere al centro della nostra attenzione di credenti il Signore che si rallegra e che ci attende alla luce del suo giorno gioioso per far festa insieme – questo è il Dio di Gesù che è ancora per molti uno perfetto sconosciuto, un Dio davvero totalmente altro. In questo senso, anche il gesto principale dell’ascolto rimane centrale per quella accoglienza praticata da Gesù nei confronti di esattori e peccatori: “Poiché Gesù li raggiunge là dove sono, i peccatori possono raggiungerlo dove lui si trova. Questa fu la pratica di Gesù fin dall’inizio; quella che anche raccomandò ai suoi discepoli (entrare nelle case, sedersi con le persone, poi annunciare il Regno di Dio), quella che si impone ancora qui che Dio suggerisce e fa vedere nei gesti di Gesù e nelle storie vere che racconta, le parabole” (F. Bovon).

 

Il regno di cui parla Gesù è “dei cieli” e non della terra. Il regno di cui Gesù espone la propria testimonianza davanti a Pilato è un regno non di questo mondo, ma il paradossale regno della verità assoluta dell’amore. Amen.