Una comunità in ricerca
Un giorno una parola –- commento a I Timoteo 1, 16
Giacobbe disse: «Io sono troppo piccolo per essere degno di tutta la benevolenza che hai usata e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo servo»
Genesi 32, 10
Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza, e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere vita eterna
I Timoteo 1, 16
Il tempo della comunità di Timoteo è un periodo pieno di preoccupazioni. Da una parte, la comunità rischia di essere scambiata per una setta religiosa strana e chiusa; dall’altra, corre il rischio di confluire acriticamente nella cultura di massa del proprio tempo. Quale messaggio particolare potrebbe trasmettere una tale comunità? Se Timoteo, e con lui la sua comunità, non avesse più un messaggio teologicamente distinto e preciso da portare, rischierebbe davvero di lasciare il campo. Timoteo, giovane compagno di viaggio e collaboratore di Paolo (l’apostolo lo menziona in ben sei delle sue lettere!), viene richiamato e esortato a essere capace anche di soffrire per la verità del Vangelo: “predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza” (II Tim 4, 2).
Una fede, una teologia cristiana che distoglie lo sguardo dall’immagine luminosa e illuminante – immagine variegata ma sempre concisa che il Nuovo Testamento dipinge nel suo insieme di Gesù – corre il rischio di disorientarsi, di disperdersi, di perdersi nel buio. L’immagine della comunità che possiamo incontrare attraverso questi testi è quella di una comunità in ricerca, ancora capace di discutere e di interrogarsi sul profondo significato della Parola per il proprio vissuto.
Una comunità che si trova in cammino, che ha ancora voglia di continuare la propria testimonianza di fede e di impegno in una società non sempre altrettanto aperta a questo tipo di testimonianza cristiana. Nei testi a nostra disposizione del Nuovo Testamento incontriamo delle comunità aperte, in cui si rispecchiano i problemi di una comunità composita, socialmente e culturalmente parlando, che cerca di essere chiesa insieme. E credo che non sia troppo difficile vedere e riscoprire in questi testi l’immagine delle nostre comunità, che non devono avere vergogna della testimonianza del nostro Signore.