Lidia Poët alle Olimpiadi

La pattinatrice Lara Naki Gutmann ha danzato, e vinto la medaglia di bronzo, sulle note della colonna sonora della serie ispirata alla prima donna avvocata in Italia, la valdese Lidia Poët

 

Charlène Guignard e Marco Fabbri nella danza su ghiaccio, Sara Conti e Niccolò Macii nelle coppie, la debuttante Lara Naki Gutmann nel singolo femminile, più i due individualisti maschili, Daniel Grassl scelto per il programma corto e Matteo Rizzo che ha fatto il debutto a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali nel decisivo programma libero: questo è il gruppo che ha portato la bandiera tricolore sul podio Olimpico, per la terza volta nella storia di questa disciplina. Gli applausi scroscianti del pubblico di Milano accolgono un bronzo che mancava da Sochi 2014, con Carolina Kostner nel singolo femminile. Prima, era toccato a Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio (entrambi al seguito della squadra anche in questa occasione), nella danza su ghiaccio di Salt Lake City 2002.

 

La roveretana Lara Naki Gutmann ha danzato nel suo programma corto sulla colonna sonora della serie televisiva La legge di Lidia Poët, liberamente tratta dalle vicende della Poët, prima avvocata d’Italia. Nata nel 1855 a Traverse, piccola borgata di Perrero, Lidia Poët valdese, si battè tutta la vita per veder riconosciuta alle donne la possibilità di esercitare l’avvocatura. Solo nel 1919, con l’approvazione di una legge che consentiva alle donne l’accesso alle professioni e agli impieghi pubblici, le fu finalmente riconosciuto il diritto di esercitare ufficialmente la professione. Nel 1920, a 65 anni, Lidia Poët poté iscriversi nuovamente all’Albo degli avvocati, diventando simbolicamente la prima donna avvocata d’Italia.

 

Una storia di tenacia e rigore che in questi anni sta vivendo una inattesa e meritata ribalta. Suggellata ora anche dalla gloria olimpica.

 

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