Minneapolis: Chiediamo leggi che rispettino la dignità dei migranti»
La Tavola Valdese e l’Opcemi scrivono alle loro chiese partner negli Stati Uniti
La Tavola Valdese e l’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi) hanno inviato una lettera di solidarietà alle Chiese sorelle negli Stati Uniti in relazione alle sconvolgenti vicende di Minneapolis di questi giorni.
«Le immagini dei bambini trattenuti dagli agenti dell’ICE, insieme alle notizie di migliaia di immigrati brutalmente perseguitati, arrestati e deportati, – si legge nella lettera – ci hanno ferito e umiliato. Abbiamo assistito a un’azione politica nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo priva di misericordia e compassione, piena di violenza contro i figli e le figlie di Dio che sono venuti negli Stati Uniti per cercare lavoro e costruire un futuro dignitoso e sicuro per sé stessi e per i propri figli».
La lettera, firmata dalla moderatora della Tavola Valdese, Alessandra Trotta, e dal presidente dell’Opcemi, Luca Anziani, prosegue: «Come credenti nel Signore Gesù Cristo, che ha fatto dell’amore il centro della sua predicazione, rifiutiamo ogni tentativo di dare una giustificazione morale o teologica a queste politiche che violano la dignità degli esseri umani. Come credenti nel Signore Gesù Cristo, che ci ha insegnato la compassione verso coloro che sono emarginati e discriminati, affermiamo il primato della vita e il rispetto dei diritti di ogni essere umano, specialmente di coloro che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità. Come credenti nel Signore Gesù Cristo, che predicava la giustizia, chiediamo leggi che rispettino la dignità dei migranti, proteggano la sicurezza dei loro figli, proteggano le donne che hanno lasciato le loro case e le loro terre e aprano un orizzonte di speranza per tutti».
La lettera ricorda l’impegno della Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi a favore dei migranti: “Anche in Italia e in Europa siamo sottoposti a politiche razziste e violente nei confronti dei migranti. Da anni le nostre Chiese si impegnano per garantire vie di immigrazione legali e sicure attraverso i “corridoi umanitari” che, promossi e finanziati da noi, hanno salvato migliaia di rifugiati dal rischio dei trafficanti e dalle migrazioni irregolari ed estremamente rischiose attraverso il Mediterraneo. Negli ultimi dieci anni, almeno 30.000 persone sono morte a causa delle nostre politiche migratorie e di cosiddetta sicurezza. Ma sappiamo che, data la portata della migrazione globale, anche la nostra azione è solo una piccola goccia nell’oceano. La tragedia a cui assistiamo richiede un impegno di eccezionale portata e significato”.
La lettera riprende le parole del profeta Michea: “Ci sentiamo vicini a voi e speriamo di consolidare una partnership nella preghiera e nell’azione a sostegno dei diritti e della vita delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti. Ricordiamo a tutti noi le parole del profeta Michea: «E che cosa richiede il Signore da noi? Agire con giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con il nostro Dio».
La lettera si conclude con l’impegno per la difesa della democrazia :«Siamo con voi impegnati a difendere i principi fondanti di ogni democrazia, contrastando la tendenza diffusa alla criminalizzazione di azioni che costituiscono semplicemente espressione di quella libertà di critica, protesta ed opposizione che la nostra storia di minoranza discriminata e perseguitata ci ha insegnato a tutelare, nel quadro di una visione di società che ama il pluralismo delle idee come risorsa per la ricerca di soluzioni eque e giuste per una convivenza pacifica e solidale dei figli e delle figlie di Dio. Si tratta per noi di uno dei modi di articolare ed esprimere il nostro vissuto di credenti. Riconoscere il Signore al di sopra di ogni altro signore è la libertà che riceviamo come dono e vocazione da Dio».
Foto: Myotus