La storia di Andra e Tati
Ricordare attraverso la testimonianza
«Scrivere, come raccontare, significa metterci la faccia, esporci, ed è esattamente quanto facciamo e faremo finché ne avremo l’energia: parlare, dialogare, sfidare il silenzio che porta all’indifferenza (…). Esporsi, dunque. Oggi più di ieri. Perché mentre il mondo sembra correre, cieco, verso la terza guerra mondiale, sentiamo che la testimonianza serve». Sono le parole delle sorelle Andra e Tatiana Bucci in un’intervista al settimanale La Stampa del 27 gennaio di quest’anno. Le sorelle Bucci, anche se non presenti fisicamente, sono state le protagoniste di due serate organizzate dall’Anpi Perosa Argentina e Valli, in collaborazione con i Comuni di Pomaretto e di Prali.
Un doppio evento non rivolto alla celebrazione, ma dedicato al ricordo e alla riflessione, per tenere vivi i valori della libertà e della democrazia. Nella sala del Teatro di Pomaretto, venerdì 30 gennaio il presidente Anpi, Silvano Bertalot ha rivolto un saluto al numeroso pubblico, ricordando l’importanza di fare memoria, di studiare il passato e di riflettere su di esso per non ripeterne gli errori. Il sindaco di Pomaretto, Danilo Breusa, ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di non dimenticare le tragiche vicende, avvenute nel passato, impegnandoci nel trasmettere ai nostri figli e alle nostre figlie, ai nostri e alle nostre nipoti, quello che è stato quasi un privilegio delle generazioni passate: l’opportunità di ascoltare la narrazione dei protagonisti di queste drammatiche, dolorose esperienze. Giovanni Laurenti ha tracciato un profilo storico, evidenziando le origini e l’evoluzione dell’antigiudaismo, per pervenire alla nascita del movimento fascista, creato da Benito Mussolini, come regime totalitario, caratterizzato dall’uso della violenza, la soppressione delle libertà democratiche.
A Prali, sabato 31, è stata particolarmente significativa la partecipazione dei e delle giovani, dagli 8 ai 35 anni, a conferma che la testimonianza è strumento di educazione civile. Il momento di massimo interesse delle serate è stata la presentazione della vita di Andra e Tatiana Bucci: una vita segnata dalla permanenza di nove mesi nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, raccontata nel primo film d’animazione europeo, nato per spiegare ai bambini la drammatica vicenda della Shoah. Pur trattando argomenti crudi come la vita di due bambine di 6 e 4 anni in un campo di sterminio, il film d’animazione usa un linguaggio accessibile ai ragazzini e alle ragazzine, abituati a questo particolare mezzo di comunicazione; La stella di Andra e Tati favorisce l’interiorizzazione di tutta la drammaticità degli eventi e li rende, quantomeno, accettabili, anche agli occhi dei più piccoli.
La storia diventa educazione e riflessione sui temi della discriminazione, della diversità, che hanno condotto all’emanazione delle leggi razziali. E affrontare in questo modo, con maggior consapevolezza, le insidie del presente. La stella, gialla, di David, che gli ebrei furono costretti a portare, come distintivo infamante, si trasforma in una luce in fondo al tunnel e diventa messaggio di speranza: che Andra e Tatiana continuano a infondere nei giovani e nelle giovani che ogni anno visitano il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau: «Speriamo che ognuno di voi vorrà opporsi alla tirannia, ai soprusi, alla violenza e alla discriminazione razziale».